AVEZZANO – Il gip del tribunale di Avezzano, Francesca Proietti, ha archiviato il procedimento a carico di Giulio Di Pangrazio, il figlio 29enne del sindaco di Avezzano e dell’amico Manuel Fusarelli (26) che erano finiti nei guai con l’accusa di non aver prestato soccorso a Luciano Ferro, 37enne avezzanese, chef executive della Veratour, rimasto gravemente ferito in un incidente stradale il 21 settembre dell’anno scorso.
A riportare la notizia stamattina è il quotidiano Il Centro.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Avezzano, Di Pangrazio alla guida della sua Land Rover Evoque, dopo aver provocato un incidente su Corso della Libertà, ad Avezzano, quella notte non adempì all’obbligo di fermarsi e prestare assistenza.
A sostegno dell’accusa, per cui i due giovani erano stati denunciati, c’era la testimonianza di cinque persone e una ripresa video.
La targa della Land Rover, nello scontro rimase incagliata tra le lamiere dell’auto di Ferro e i carabinieri la restituirono a Di Pangrazio, solo quando il giovane si presentò in caserma, dopo circa cinque ore, accompagnato dal suo legale.
Dopo la deposizione in Procura della notizia di reato, rilevato secondo il codice della strada, il pm aveva già chiesto l’archiviazione.
Il gip Proietti l’aveva però respinta.
Il giudice, rimandando il tutto in camera di consiglio, non aveva accolto la richiesta in quanto non teneva “debitamente conto della nuova sensibilità sociale sul tema del soccorso in presenza di sinistri stradali”.
Dopo aver ascoltato sia la testimonianza di Di Pangrazio che di Ferro, il gip ha sciolto la riserva assunta nell’udienza camerale e ha disposto l’archiviazione.





