AVEZZANO – Accesso negato a un bambino autistico nel centro estivo del Comune di Avezzano, dove su 70 posti soltanto 3 sono riservati ai diversamente abili.
A denunciare la situazione al Centro è la madre del piccolo, convinta che “questo limite alle iscrizioni penalizzi i diritti del bambino»”. ù
La doccia gelata per M.D.P. è arrivata dopo una sveglia all’alba, proprio per assicurare un posto al figlio nel centro estivo del Comune: la dirigente dei Servizi sociali, Maria Laura Ottavi, seppur dispiaciuta per la mancata iscrizione del bambino autistico al centro estivo comunale (sarà in servizio dal primo luglio al 31 agosto, da decidere se nella scuola Giovanni XXIII di via Di Lorenzo o all’ex istituto di Borgo Angizia,), parla di scelta legata a motivi “pedagogico-educativi” che esulano da qualsiasi discriminazione.
“Visto l’esiguo numero di posti disponibili – racconta la mamma indignata – dopo la sveglia all’alba, mi sono recata davanti agli uffici dell’Ente di buon mattino, pur sapendo che lo sportello avrebbe aperto alle 8.30. Erano le 7.30 e davanti all’ufficio c’era già una decina di persone in attesa. Così ho pensato tra me e me: meno male, almeno sono arrivata in tempo per ottenere uno dei 70 posti in ballo”.
Dopo quasi due ore di fila, però, quando la signora ha varcato la soglia dell’ufficio comunale di via Vezzia per effettuare l’iscrizione del bimbo ha fatto “l’amarissima scoperta”: “Mi sono sentita dire dall’impiegata che ero arrivata troppo tardi – sottolinea M.D.P – perché le insegnanti di sostegno disponibili erano soltanto tre. Sono rimasta veramente sbalordita, mi veniva da piangere. È come se mi avessero detto che c’era posto per tre disabili e sessantasette bambini di razza pura. Che cos’è questa? Una sorta di selezione della specie?”.
“Così facendo – spiega al Centro la giovane mamma – si mettono in difficoltà intere famiglie, mentre un centro estivo privato non sarebbe un’alternativa: si dovrebbe pagare lo stipendio a un’assistente. Secondo me stanno violando il diritto di un bambino uguale a tutti gli altri. Certe cose non dovrebbero succedere”.
Per il Comune, però, non c’è alcuna discriminazione: il numero dei posti per bambini diversamente abili nel centro estivo è legato a un fattore “pedagogico-educativo”.
“Il limite di iscrizioni a tre bambini diversamente abili su 70 – precisa la dirigente dei Servizi sociali, Maria Laura Ottavi – risponde a un indirizzo preciso che va sotto il segno dell’integrazione. Qui non si è mai ghettizzato nessuno. Quel rischio, al contrario, potrebbe esserci se si supera quel limite di iscrizioni: allora sì che si correrebbe il rischio di ghettizzare i bimbi diversamente abili, poiché potrebbe esserci il pericolo di dividere gli iscritti in due gruppi”.





