AVEZZANO – “Qui ad Avezzano ci sono molti meccanici, ma nessun buon pilota”.

Una battuta folgorante, a margine di uno dei tanti tavoli politici che si sono svolti in questi giorni, in vista delle elezioni amministrative di primavera, getta luce su una delle ragioni profonde dell’impasse che da settimane si registra nel centrodestra di Avezzano, nella scelta del candidato sindaco. Impasse che poi è speculare a quella che si registra nel centrosinistra: nessun ipotesi di aspirante primo cittadino è finora uscito dal cilindro dei partiti e delle coalizioni.

Notizia delle ultime ore è che ha fatto un passo indietro anche chi aveva avuto l’ardire di farne uno avanti, l’imprenditore delle concessionarie automobilistiche Leonardo Sterpetti, come candidato del centrodestra, si diceva in quota Lega, seppure non esponente dei quadri di partito.

Ha dichiarato al quotidiano Il Centro: “Dopo un’attenta valutazione delle dinamiche politico-ambientali, ritengo che manchino le condizioni affinché possa traslare sul piano amministrativo le modalità operative che appartengono alla mia logica personale e imprenditoriale in termini di trasparenza ed efficienza; sopraggiunti impegni familiari contribuiscono all’esigenza di un mio ripensamento per la candidatura alla poltrona di sindaco”.

E così si è ancora in alto mare, per sapere chi, dopo un anno di commissariamento, potrà prendere il posto di Gabriele De Angelis, eletto in un raggruppamento civico nel giugno 2017, e poi passato a Forza Italia, caduto a giugno 2019, a causa dei dissidi interni alla sua maggioranza, dopo essere stato “azzoppato” dal riconteggio delle schede che ha ribaltato gli equilibri numerici in consiglio.

Ma in pochi mesi, le scorie e dissidi di quella litigiosa coalizione non sono mai davvero stati metabolizzati e superati, e assieme ai troppi galli che cantano nel pollaio, rendono ora difficile trovare una quadra in vista del prossimo appuntamento elettorale.

Un ostacolo altrettanto impegnativo, rispetto a quello che emerge in superficie, e che viene raccontato dalle cronache politiche, ovvero che la Lega pretende di designare il candidato sindaco, con Forza Italia e Fratelli d’Italia che puntano i piedi, visto che non ci stanno a fare la “ruota di scorta”, respingendo al mittente l’argomento principe dei salviniani, secondo cui Fdi ha già il sindaco del capoluogo d’Abruzzo, Pierluigi Biondi, e pure il presidente della Regione, Marco Marsilio, sostenuto per di più da una maggioranza nella quale la Lega è di gran lunga la prima forza, con 10 consiglieri su 18 e 4 assessori su 6.

Mentre, per quando riguarda Forza Italia, si ricorda che Carlo Masci, il sindaco di Pescara, città più popolosa d’Abruzzo, è loro espressione, con la Lega anche qui primo partito con il 21,3 per cento dei voti.

Ma non è questo il solo nodo da sciogliere: la difficoltà è anche quella di riunire in una compagine compatta e concorde, i tanti protagonisti della vita politica cittadina, molti dei quali si sono divisi e scontrati fino a ieri.

Partendo da Fratelli d’Italia, gli esponenti di spicco sono senz’altro Massimo Verrecchia, Armando Floris, e Roberto Alfatti Appetiti.

Tutti e tre sono stati molto vicini e alleati al sindaco “azzoppato” De Angelis, per poi “silurarlo”. Ed oggi sono in prima linea ad opporsi alle pretese della Lega e Forza Italia.

Eppure Verrecchia si era candidato con la lista civica “Avezzano Popolare”, in appoggio a De Angelis, prendendo più di 400 preferenze, ha poi avuto un passaggio alla Camera dei Deputati come onorevole al posto del Celanese Filippo Piccone, oggi invece è a capo della segreteria del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.

Floris, figlio dell’ex sindaco Antonio Floris, ex consigliere d’amministrazione del Cam, ed ex consigliere provinciale, in quota Pdl, ha di recente lasciato Forza Italia, per passare a Fdi, tagliando definitivamente i ponti con De Angelis.

Alfatti Appetiti è stato la mente pensante della campagna politica di De Angelis, per poi diventare il suo portavoce, ed anche il suo “sostituto fisso” a palazzo, quando il primo cittadino era assente.

Tutti e tre ora sono di fatto dall’altra parte del tavolo, rispetto a tanti ex sodali, nelle estenuanti trattative del centrodestra avezzanese.

Passando a Forza Italia: il coordinatore regionale degli azzurri, il senatore Nazario Pagano, vorrebbe riproporre proprio De Angelis, o comunque un azzurro, per dare continuità “ad un’esperienza politica che si è si interrotta, ma che stava ottenendo risultati molto positivi”.

Il punto però è che Forza Italia, ad Avezzano, è oggi male in arnese, ed è un ricordo la potenza che esprimeva ai tempi dei fasti berlusconiani. Sono poche settimane fa Nello Simonelli, ex coordinatore Fi provinciale, Gregorio Di Salvatore, ex coordinatore cittadino e vice coordinatore di Fi, e Mattia Di Cesare, sono passati a Fdi. Certo, non sono esponenti di primissimo piano, ma la lento declino degli azzurri, a ben vedere era cominciata già con le elezioni del 2017, quando Forza Italia non ha inserito il simbolo del partito nel listino camuffato il tutto con il partito “ Forza Avezzano”, con stessi colori e stessa grafica.

Defilati dal partito, ma per nulla a riposo, ci sono poi i pilastri di Forza Italia ad Avezzano. A cominciare dal 73enne Ezio Stati, ex segretario provinciale e regionale della Dc, consigliere e poi assessore regionale con lo Scudo crociato, approdato infine in Forza Italia. Stati è ancora in prima linea a fare strategie, cuciture e ricuciture, anche se nella politica attiva molto probabilmente tornerà sua figlia Daniela Stati, 47 anni, che ad Avezzano ha iniziato la carriera politica come consigliere ed assessore, per poi spiccare il volo come consigliere ed assessore regionale, ruolo nel quale ha avuto disavventure giudiziarie, peraltro in via di definizione.

Altro uomo forte degli azzurri marsicani, era l’ex assessore comunale Maurizio Bianchini, ma è passato anche lui armi e bagagli con Fratelli d’Italia.

Infine l’ex consigliere regionale Emilio Iampieri, dopo aver mancato la rielezione all’Emiciclo nel febbraio dell’anno scorso, è sparito dai radar.

Tornando alla Lega. E’ vero, e a dirlo sono i numeri, che è il primo partito cittadino, stando alle preferenze delle ultime tornate elettorali, basti pensare al 25,9 per cento delle elezioni regionali.

Ma va anche detto che non c’è ancora in città un vero e capillare radicamento, e una classe dirigente strutturata e d’esperienza.

In consiglio comunale, con De Angelis sindaco, come rappresentante del partito di Salvini, c’era solo Leonardo Casciere, dichiaratosi uomo della Lega, solo dopo la sua elezione con 1.600 voti con tre liste civiche.

Ed anche questo è un elemento che non favorisce la ricerca di una quadra nella coalizione.

C’è infine un altro primattore di lungo corso della politica avezzanese, l’ex assessore Lino Cipolloni, famoso per aver destabilizzato, fino a determinarne la capitolazione, sia la maggioranza di centrosinistra Giovanni Di Pangrazio, sia quella di centrodestra di De Angelis, meritandosi il bonaria fama di “ammazzasindaci”.

Storico esponente dell’Udc, a novembre è passato armi e bagagli con “Cambiamo”, forza politica che ha come esponenti di vertice al senatore Gaetano Quagliariello, leader di Idea, e il presidente della Liguria, Giovanni Toti. 

Potrebbe correre da solo, come candidato sindaco, oppure proporsi come quarta gamba del centrodestra. Pronto a sostenerlo c’è Alleanza democratica e la civica Fuoricentro.

Certo è che Cipollone è un signore delle preferenze: alle elezioni del 2017 l’Udc è risultato essere il primo partito, con il 9,3% nella coalizione del sindaco Di Pangrazio, sconfitta al secondo turno da De Angelis.

Poi però l’Udc è passato in maggioranza, allungando la vita al sindaco, a seguito dell'”anatra zoppa”. Per poi infine farlo capitolare a giugno, togliendogli l’appoggio.
Famoso è stato il video, girato di nascosto, dove il segretario provinciale Leonardo Rosa in maniera molto accesa, discuteva con gli altri consiglieri di maggioranza la sfiducia appena votata in consiglio. C’è così chi ironizza, considerando la nuova bandiera di “Cambiamo”, imbracciata da Cipolloni, come la più azzeccata, per chi è avvezzo a cambiare schieramento. 

E resta difficile ora capire su quale lato si butteranno questa volta gli eredi dello scudo crociato, se a destra o a sinistra, e se soprattutto resteranno fedeli alla loro coalizione e al loro sindaco.