L’AQUILA – Aveva il sogno di riaprire il suo bar, a sei anni dal terremoto, Cristian Carosi, l’aquilano che ieri ha perso la vita in un incidente stradale sulla statale 80, nei pressi di Cansatessa, investendo con la sua Smart un cinghiale spuntato all’improvviso.
Usciva ogni mattina alle 6 per andare a lavorare nella sua tabaccheria a fianco a Gran Caffè su viale Corrado IV, e proprio su quella strada ha trovato la morte a soli 39 anni.
Sulla morte dell’uomo la magistratura ha aperto un’inchiesta e il sostituto procuratore Fabio Picuti ha ordinato l’autopsia che sarà effettuata oggi.
I funerali saranno celebrati domani alle 17,30 nella chiesa di Ss Cosima e Damiano nella frazione di San Cosimo di Cagnano.
“Un lavoratore instancabile e un uomo dal grande cuore, molto legato alla sua famiglia e a suo figlio – il ricordo di suo cognato Luca – Al mattino dava una mano a sua sorella nell’apertura del bar di famiglia vicino al tribunale e poi andava in tabaccheria, attività ricollocata dopo il sisma a fianco al Gran Caffè”.
Carosi stava lavorando in questi giorni alla riapertura del nuovo bar prevista per fine agosto che riunirà le due attività di famiglia in un unico esercizio nel palazzo appena ricostruito di fronte al tribunale di via XX Settembre.
“Prima del 6 aprile 2009 avevano il bar proprio su quella stessa strada da circa 10 anni – aggiunge – Il suo sogno oggi era quello di poter riaprire finalmente nei nuovi locali. Stavano montando il bancone e mancava veramente poco ormai, dopo i ritardi degli ultimi mesi legati alle forniture”.
Carosi lascia sua moglie e un figlio di due anni al quale era legatissimo.
“Ogni giorno staccava di lavorare alle 14 per andare da lui e per trascorrerci insieme tutto il resto della giornata – aggiunge – Era una persona vera, dai grandi valori sempre con un sorriso per tutti”.





