L’AQUILA – Il sindaco di Avezzano Gianni di Pangrazio e altri cinque imputati sono stati rinviati a giudizio in relazione all’inchiesta sull’uso di auto blu per scopi personali.

II processo si farà il prossimo 21 aprile 2016 al tribunale dell’Aquila.

Al sindaco viene contestato l’indebito utilizzo dell’auto di servizio, di proprietà della Provincia di cui è dirigente, data in comodato al Comune di Avezzano.

Insieme a Di Pangrazio vanno a processo Ercole Bianchini, Patrizia Zazzara e Mario Scimia, la dirigente della Provincia Paola Contestabile e la dipendente Anna Maceroni.

“Come cittadino e uomo delle istituzioni ho svolto e svolgo la mia attività con grande rispetto delle norme che regolano il comportamento democratico nel nostro Paese” ha commentato Di Pangrazio all’esito dell’udienza.

“Ho piena fiducia nelle garanzie processuali, al fine di chiarire di aver agito nel massimo rispetto della legalità”.

“Sono sereno – ha aggiunto – perché ho fiducia nella magistratura e perché credo fermamente nella giustizia del nostro Paese. La mia serenità è alimentata dalla consapevolezza che ogni mio pensiero, progetto, azione sono ispirati al bene della comunità che amministro e rappresento”.

“Allorché la magistratura decide che sono necessari ulteriori approfondimenti e una lettura più esaustiva della documentazione alla base dell’azione giudiziaria e se il soggetto sa di aver agito nella legalità, come nel mio caso, la decisione va interpretata come un atto teso a chiarire completamente la situazione, senza lasciare ombre o zone di indeterminatezza”.

“È questo – conclude – il percorso che garantisce chi responsabilmente svolge attività istituzionale con lealtà verso i cittadini e rispetto dei principi dell’ordinamento e in questo percorso fatto di legalità e valori mi riconosco pienamente come cittadino e come rappresentante dell’Istituzione”.