L’AQUILA – Tutto esaurito nell’80 per cento degli agriturismi abruzzesi per i pranzi di Pasqua e Pasquetta con un aumento del 20 per cento rispetto al 2015.
Dal 2007 al 2013 si è registrato un aumento inoltre di circa il 30 per cento delle strutture che vedono un boom di imprenditoria giovanile nel settore.
A fornire i dati positivi è David Falcinelli di Coldiretti Abruzzo.
Una Pasqua a chilometro zero all’insegna dei prodotti della tradizione: oltre al classico agnello, pollo nostrano, carne di maiale e gli amatissimi arrosticini sono rinfatti richiestissime le paste fatte in casa.
“La fanno da padrone le paste condite con prodotti zootecnici derivanti dalla pastorizia – spiega Falcinelli – Tra i piatti più richiesti di Pasquetta c’è senza dubbio la chitarrina con sugo d agnello che è uno dei piatti più rappresentativi d’Abruzzo”.
In alcuni casi, gli agriturismi per far fronte all’impennata delle prenotazioni hanno proposto perfino il menu da asporto con ricette della tradizione, a partire dall’agnello, anche se diverse strutture si sono attrezzate con piatti vegetariani o vegani.
E dalla stima effettuata emerge una curiosità: una grande voglia di arrosticini. I tradizionali spiedini, i prodotti più gettonati, sono stati i re delle arrostate di Pasquetta.
In Abruzzo ci sono 565 agriturismi di cui 79 su L’Aquila, 159 su Chieti, 95 su Pescara, 232 su Teramo.
Un overbooking per le festività appena trascorse che fa ben sperare per il settore della ristorazione e del turismo regionale accompagnato da una crescita “abbastanza regolare negli anni delle aziende agricole che hanno scelto di integrare la loro attività con quella agrituristica”, aggiunge.
Un trend in crescita dettato anche dalla riscoperta dei sapori più antichi e delle tradizioni regionali. “Se gli agriturismi continuano a crescere e c’è in parallelo un overbooking vuol dire che la domanda non è ancora satura – sottolinea – E questo è un dato importante”.
Aumenta anche il numero degli agricampeggi sulla costa, soprattutto quella teramana, anche se a farla da padrone restano ancora “quelli dell’entroterra”, come precisa Falcinelli.
Una crescita quella degli agriturismi in controtendenza rispetto alla crisi economica che attanaglia il Paese e la regione.
“Questo discorso segue quanto detto sul settore agricoltura – prosegue – Mentre tutti gli altri settori sono in crisi, quest’ultimo assume e cerca di aumentare la qualità delle sue professionalità. C’è da sottolineare inoltre che l’agriturismo completa l’attività agricola con quella dell’ospitalità e della ristorazione che permette di recuperare il valore aggiunto del produttore”.
Sul boom dell’imprenditoria giovanile puntualizza: “Una dato positivo che avrà un ulteriore incremento con i bandi del primo insediamento in agricoltura che stanno partendo. Una modalità di accesso al contributo che favorisce il cambio generazionale”.
“Un trend di ringiovanimento è guidato anche dal lavoro di Coldiretti e Terra Nostra grazie all’istituzione dello Oscar Green che è un riconoscimento per i giovani sotto i 40 anni che si rivelano vincenti a livello di innovazione in diversi settori dell’agricoltura”, conclude.






