L’AQUILA – “In una città in cui la sicurezza dovrebbe essere sostanziale ancora prima che formale, questa situazione appare sempre più grottesca. E il corto circuito delle responsabilità tra le diverse Istituzioni preposte fa parecchio fumo”.
Così il consigliere comunale aquilano della coalizione L’Aquila chiama Carla Cimoroni commentando su Facebook la stranissima disparità di situazioni, evidenziata anche da questo giornale, con l’auditorium della Scuola sottufficiali della Finanza inagibile per i concerti di Noa e Rocco Papaleo, costretti a trasferirsi altrove, ma ampiamente utilizzato per l’arrivo del presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, in occasione dell’evento sul programma Ipa Adriatic.
LA NOTA COMPLETA
Questo non è un post su Tajani. Però stamattina Tajani, il presidente dell’Europarlamento, stava con varie altre autorità nazionali e locali a un evento del Progetto europeo IPA Adriatic, organizzato presso l’auditorium della Guardia di Finanza.
Varie autorità tutte evidentemente amanti del rischio, come i capi di Stato del G8, del resto, se è vero come è vero che la struttura è inagibile tanto che solo ieri, ancora una volta, la Società Barattelli con i suoi abbonati il concerto se l’è andato a sentire in trasferta a Teramo, dopo aver ricevuto il rifiuto all’utilizzo dello stesso auditorium per questioni di sicurezza.
Ora, so bene, anche per il mio lavoro, che gli eventi di pubblico spettacolo sono regolamentati diversamente e prevedono il coinvolgimento di una Commissione tecnica in cui la parte del leone la fanno i vigili del fuoco con la normativa antincendio.
“Non risulta, al riguardo, la formulazione di alcun parere di agibilità da parte del citato organo collegiale”, dice in una nota a ottobre scorso il Comandante dei Vigili.
Lo scopriamo oggi, alla buon’ora, ma sono 20 anni che ci si fanno concerti e altro.
Ed è evidente che la Guardia di Finanza è libera di organizzare e ospitare (o meno) gli eventi che crede, magari “a inviti” fatti più o meno a pioggia per cui non è necessaria l’espressione della suddetta Commissione.
Però, in una città in cui la sicurezza dovrebbe essere sostanziale ancora prima che formale, questa situazione appare sempre più grottesca. E il corto circuito delle responsabilità tra le diverse Istituzioni preposte fa parecchio fumo.





