SULMONA – Timbravano il cartellino e poi lasciavano il posto di lavoro alcune volte per fare la spesa, shopping o andare al bar: la guardia di finanza ha denuciato tre dipendenti della Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, in forza nella sede di Pratola Peligna, con l’accusa di assenteismo. Ai tre sono stati contestati i reati di truffa nei confronti della Pubblica Amministrazione e di falso ideologico.
Insieme a loro è stato segnalato all’autorità giudiziaria anche anche il direttore del Distretto sanitario per l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio e di concorso nel reato di truffa unitamente ai propri dipendenti.
Intanto il manager della Asl n°1 Avezzano Sulmona L’Aquila Giancarlo Silveri ha aperto un’indagine interna finalizzata ad eventuali provvedimenti nei confronti dei tre che potrebbero arrivare “anche al licenziamento”.
Il manager aggiunge che l’indagine “sarà allargata anche al direttore del distretto sanitario. Verificheremo adesso anche se chi aveva la responsabilità del personale si sia mai accorto o meno di questi fatti”.
Quest’ultimo è finito nei guai perchè durante le indagini delle fiamme gialle è emerso che “nessun controllo è stato effettuato e che nessun provvedimento è stato mai preso dai funzionari responsabili del personale”.
Della vicenda è stata interessata anche la Procura Regionale della Corte dei Conti di L’Aquila per il recupero dei compensi illecitamente percepiti.
Gli accertamenti dei finanzieri della compagnia di Sulmona sono consistiti anche in appostamenti, pedinamenti e servizi di osservazione, che hanno permesso di “monitorare per diversi mesi alcuni dipendenti che durante l’orario di servizio, dopo aver timbrato l’entrata, erano soliti assentarsi dal proprio posto di lavoro per recarsi presso la propria abitazione ad effettuare servizi di riassetto, sbrigare faccende personali presso uffici vari e trascorrere parte del tempo al bar, fare shopping o fare la spesa”.
L’inchiesta è il risultato dell’attività quotidiana delle Fiamme gialle, “ogni giorno la Guardia di Finanza opera per ripristinare le necessarie condizioni di giustizia e fiducia tra cittadini ed Istituzioni”.
Sono state significative le risultanze dell’operazione di contrasto all’assenteismo sui luoghi di lavoro: alcuni dipendenti non si presentavano affatto in ufficio e, successivamente, anche dopo moltissimi giorni, regolarizzavano la presenza mediante la presentazione di apposita comunicazione sostitutiva, dichiarando di non aver “strisciato” il badge per dimenticanza e/o smarrimento del cartellino; alcuni di loro usufruivano quotidianamente della tolleranza dei trenta minuti sull’orario di servizio ed in molti casi oltrepassavano la predetta tolleranza senza effettuare il previsto recupero delle ore nella medesima giornata.
I finanzieri presso gli uffici della Asl hanno acquisito ed esaminato tutta la documentazione sui “tabulati presenza”, le comunicazioni di regolarizzazione e altri documenti necessari all’attività di indagine.
A conclusione delle indagini, quindi, hanno potuto documentare in modo certo l’uscita dal lavoro, l’ingresso nella propria abitazione durante le ore in cui gli stessi risultavano in servizio ed il rientro al lavoro.






