L’AQUILA – “Mentre Cialente alimenta un dibattito di infimo livello sul nuovo manager della Asl aquilana, questa settimana si sono svolte a Pescara più riunioni presso l’assessorato dove si sono affrontati i problemi della riorganizzazione del sistema ospedaliero alla luce del decreto Lorenzin che prevede tagli consistenti ai reparti e duro contenimento della spesa, e L’Aquila si è presentata zoppa”.

A lanciare l’allarme, che prelude anche a una possibile spartizione delle eccellenze senza che il capoluogo dica la sua, è il consigliere comunale dell’Aquila città aperta Giorgio De Matteis, che lancia duri strali contro il sindaco, Massimo Cialente, “reo” di aver lanciato l’idea di un successore esterno al territorio e non appartenente al settore medico per sostituire Giancarlo Silveri nel ruolo di manager.

La presenza della Asl numero 1, prosegue infatti, “è stata garantita non certo dal direttore generale che non c’è, ma dalla direzione sanitaria e amministrativa, e questo non rende bene le posizioni, anche perché sono dirigenti azzoppati dall’assenza di un manager in carica”.

Alla luce di questo, per De Matteis bisogna fare in fretta. “Se abbiamo avuto la disgrazia di avere un medico sindaco aquilano, possiamo avere anche un direttore generale medico aquilano, farà molto meno danni di lui – sbotta – La direzione può e deve essere aquilana e può essere anche un medico, perché nulla lo vieta: altrimenti vorrebbe dire che D’Alfonso è stato un incapace a sceglierlo a Pescara e Chieti mentre qui l’unico incapace è Cialente, che ha obiettivi di basso livello”.

Per l’ex assessore regionale “il sindaco è rimasto solo. Profondo è lo scontro con il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, netta la differenziazione del vice sindaco, Nicola Trifuoggi, e 35 sindaci del territorio lo contestano”, mentre gli altri protagonisti della triade al comando nel centrosinistra, il vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, e la senatrice Stefania Pezzopane, “sono due ignavi perché si stanno tirando fuori, sono sempre pronti a criticare se governa qualcun altro ma ora sono silenti. Evidentemente non sono in grado di poter dire una parola”.

In conclusione, De Matteis ne ha anche con il presidente della Regione, titolare della scelta: “Lo sfido a fare un nome, così capiremo quali sono le valutazioni che fa sulle persone. Sono curioso, perché il presidente ha già fatto tante sciocchezze sull’Aquila: a Pescara ha deciso da solo in mezza giornata, qui sono passati quasi 60 giorni, non vorrei avesse paura di decidere”. Alberto Orsini