L’AQUILA – “Non si arresta l’emorragia di servizi sanitari essenziali sul territorio della provincia
dell’Aquila: dopo quello di Tagliacozzo chiude anche quello di Pescasseroli. La motivazione addotta dai vertici sanitari ricalca un copione ormai tristemente noto: la coincidenza con il periodo di ferie dei dipendenti addetti allo sportello, lasciati senza alcuna sostituzione”.

Lo denuncia la Uil funzione pubblica.

LA NOTA 

A tutela del diritto costituzionale alla salute dei cittadini, esprimiamo profonda fermezza e
assoluto dissenso nei confronti di una gestione aziendale da parte della ASL 1 Abruzzo che appare
ormai priva di qualsiasi logica programmatoria e rispettosa dell’utenza.

L’ultimo gravissimo episodio si registra nell’Alto Sangro, a Pescasseroli, dove i cittadini e
l’esponente politico Silvano Di Pirro hanno sollevato una legittima e vibrante protesta per la
temporanea serrata, della durata di ben quindici giorni, dello sportello del Centro Unico di
Prenotazione (CUP) presso il Presidio Sanitario Territoriale.

La motivazione addotta dai vertici sanitari ricalca un copione ormai tristemente noto: la coincidenza con il periodo di ferie dei dipendenti addetti allo sportello, lasciati senza alcuna sostituzione.

Si tratta di un modus operandi intollerabile: si risponde al sacrosanto diritto al riposo del lavoratore chiudendo i servizi e negando il diritto alla salute ai cittadini. Quanto accaduto a Pescasseroli non è purtroppo un caso isolato, bensì la conferma di una scellerata continuità aziendale che la Uil Fp Abruzzo sta denunciando con forza su tutto il territorio provinciale da tempo.

Solo pochissimi giorni fa, la medesima sorte ha colpito il presidio sanitario di Tagliacozzo. In quell’occasione, la Uil Fp Abruzzo ha formalmente contestato la gravissima decisione della D.ssa Ilenia Di Gianfilippo di sospendere e chiudere temporaneamente il servizio del Punto Unico di Accesso (PUA) del PTA di Tagliacozzo, nonché la parallela sospensione dei ricoveri presso l’Ospedale di Comunità disposta dal Dr. Vittorio De Amicis.

Anche a Tagliacozzo, l’attività di uno sportello vitale per l’accesso socio-sanitario è stata interrotta
indiscriminatamente al solo fine di consentire la fruizione delle legittime e sacrosante ferie dell’unico dipendente assegnato. Pur ribadendo il pieno diritto del lavoratore al riposo psicofisico,
evidenziamo come la totale assenza di una pianificazione e di una tempestiva sostituzione del
personale configuri una palese e ingiustificabile carenza organizzativa da parte della Direzione
Generale della ASL 1 ABRUZZO.

Le conseguenze di questo “effetto domino” di chiusure arbitrarie e ingiustificate ricadono
drammaticamente sulle spalle dei residenti e in particolar modo, delle categorie più fragili che
abitano le aree interne, penalizzate ulteriormente dalle distanze geografiche, non che dei
numerosissimi turisti che come ogni anno affollano queste località. Le chiusure del PUA di
Tagliacozzo e del CUP di Pescasseroli hanno arrecato e stanno continuando ad arrecare un grave e
intollerabile disagio ad Anziani affetti da patologie croniche, persone con disabilità e non
autosufficienti, nuclei familiari in condizioni di fragilità sociale.

Costringere tali utenti a fare i conti con la paralisi delle attività e obbligarli a recarsi a chilometri di
distanza presso altri presidi per poter espletare le proprie richieste costituisce una palese violazione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e interrompe il principio di continuità terapeutica.

A fronte di questa gestione fallimentare che sta smantellando la sanità territoriale aquilana, la Uil Fp Abruzzo condivide e fa propria la protesta sollevata a Pescasseroli e si rivolge contestualmente anche al Sindaco di Pescasseroli, Dr. Giuseppe Sipari, come già fatto con gli altri
Primi Cittadini dei territori coinvolti, nella loro veste di Massime Autorità Sanitarie Locali”