L’AQUILA – Anche il manager della Asl Avezzano Sulmona L’Aquila Rinaldo Tordera ha superato il “tagliando” dei 18 mesi dall’inizio della sua attività, meritandosi anche un aumento di stipendio. A ratificarlo una delibera di giunta regionale approvata il 20 febbraio scorso. C’è chi osserva però che il tutto è avvenuto in fortissimo ritardo, rispetto alle tempistiche di tre mesi rispetto all’avvio del procedimento di verifica, datato 15 settembre 2017. 

La valutazione e conseguente rinnovo del contratto di altri due manager Asl abruzzesi, Roberto Fagnano (Teramo) e Pasquale Flacco (Lanciano, Vasto e Chieti) si sono completati invece già nell’autunno 2017, e sono stati tutti promossi e riconfermati, superando la soglia del punteggio medio di 120, relativo a 18 obiettivi specifici, che si riferiscono “all’efficienza, all’efficacia, alla sicurezza, all’ottimizzazione dei servizi sanitari e al rispetto degli equilibri economico-finanziari di bilancio”, come recita la legge. Il manager della Asl di Pescara Armando Mancini è invece l’unico con un mandato di 5 anni, fino al febbraio 2021.

Rinaldo Tordera, per 12 anni direttore della banca Carispaq, è stato nominato direttore generale della Asl aquilana nel marzo del 2016. Resterà in carica, in virtù dell’esito positivo di questo esame di metà mandato, fino al marzo 2019. 

Nella delibera di giunta del 20 febbraio si richiama innanzitutto il decreto legislativo 502 del 1992, nel quale si stabilisce che “dopo i primi 18 mesi di attività del direttore generale dell’Azienda unitaria sanitaria locale, la regione verifica i risultati aziendali conseguiti e gli obiettivi raggiunti e sentito il parere della conferenza dei sindaci, procede o meno alla sua conferma entro i tre mesi successivi alla scadenza del termine”.
La verifica avviata il 15 settembre, 18 mesi esatti dalla nomina, è durata però ad essere pignoli, ben oltre i tre mesi. 

Il punteggio finale complessivo, è risultato essere di 124,29 su un massimo di 200, superiore di 4 punti circa rispetto alla soglia dei 120 punti a cui la normativa vigente attribuisce il giudizio di “positivo”. 

Da qui l’integrazione di un ulteriore 10 per cento del suo compenso annuo, che ammonta a 113.620 euro. Lo stesso premio di produzione è toccato a Flacco e Fagnano. 

Tordera non potrà essere però in nessun caso ulteriormente riconfermato, scaduti i tre anni, perché il suo nome non compare nel nuovo albo nazionale degli idonei alla nomina di direttore generale nelle aziende e negli enti sanitari, stilato dal Ministero, in quanto non ha maturato i cinque anni di direzione continuativi. Anche se circola lo stesso la voce di una sua eventuale riconferma, non è chiaro con quale procedura, quando probabilmente l’attuale assessre regionale alla Sanità Sivio Paolucci, che non ha un rapporto idilliaco con Tordera, non è detto che sia più tale, visto che sono imminenti le elezioni regionali.

Anche la sua nomina del resto è stata segnata da polemiche, perché non figurava nell’albo dei 127 idonei stilato dalla Regione Abruzzo. Il presidente Luciano D’Alfonso però metterlo a capo della Asl aquilana, ha pertanto attinto alla lista della Regione Lombardia, regione di origine del manager, e dove invece figurava.

A sostenerlo anche l’ex sindaco Massimo Cialente. Un rapporto tra i due rafforzato dal fatto che Tordera e stato con Cailente sindaco, presidente della Asm, la municipalizzata aquilana dei rifiuti. Ad osteggiato invece il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, in una partita tutta interna al Pd aquilano. Pietrucci avrebbe preferito Alessandro Grimaldi, direttore dell’unità operativa complessa di Malattie infettive dell’ospedale “San Salvatore” del capoluogo nonché segretario aziendale del sindacato Anaao Assomed, tra l’altro suo cugino.