L’AQUILA – “I tempi della gestione dei direttori, soprattutto quello generale, credo siano stati troppo brevi. Quando uno arriva, prima deve capire come funziona l’azienda e poi impostare un lavoro di lungo periodo, purtroppo il fatto che dopo due anni e mezzo il direttore generale vada via, fa correre il rischio che tutti i progetti messi in campo non trovino attuazione”.

Le prossime scadenze alla Asl provinciale dell’Aquila del contratto sia del direttore generale, Rinaldo Tordera, che termina a fine febbraio del 2019, che di quello sanitario, Maria Teresa Colizza, a fine anno, entra nell’elenco di rivendicazioni contenute nel dossier del sindacato dei dirigenti medici Anaao Assomed, che ha indetto uno sciopero per venerdì prossimo, 23 novembre, nella declinazione locale della giornata di mobilitazione nazionale “per dire no allo smantellamento del servizio sanitario nazionale”.

E il direttore dell’unità operativa complessa di Malattie infettive del San Salvatore, Alessandro Grimaldi, segretario regionale dell’Anaao, vede “una pericolosa vacatio in un momento decisivo in cui si va a parlare di problematiche legate alla costruzione di un nuovo ospedale e alla carenza di personale”.

Per Tordera, la Regione sta valutando la eventualità di un commissariamento per evitare il “pericoloso vuoto”.

Il sindacato punta poi l’indice contro il turn over, che vede la Asl provinciale dell’Aquila avere un medico assunto ogni cinque andati via, denuncia il rischio chiusura dello Sten (Servizio di trasporto neonatale) e il taglio per il personale di circa 7 milioni di euro da parte della Regione che comporta una dotazione organica inferiore a quella prevista.

L’Anaao ricorda poi che la Asl dell’Aquila detiene il primato del numero di precari, oltre 400.

Grimaldi, tuttavia, che due anni fa fu tra i papabili a diventare direttore generale quando si trattò di scegliere il successore di Giancarlo Silveri, traccia un bilancio positivo della gestione Tordera: “Direi che è stata ottima, il direttore generale si è confrontato con molta umiltà, aprendo un dialogo con la componente sanitaria. Da questo dialogo credo siano scaturite tante iniziative positive, alcune in fase di realizzazione e altre in cantiere. Si è ad esempio battuto molto per avere il robot Da Vinci, un gioiello presente nel nostro ospedale ma che possono utilizzare i medici di tutta la provincia ed è un risultato molto apprezzabile”.

Secondo il segretario regionale dell’Anaao, è poi necessario premere sull’acceleratore per un nuovo ospedale nel capoluogo: “Va costruito – afferma – perché questo che abbiamo costa troppo, basti pensare che costa 15 milioni di euro l’anno di gestione, immaginate quante cose si riuscirebbero a fare se riuscissimo a risparmiare non tutti e quindici i milioni ma almeno una decina. È ormai obsoleto e ne va costruito un altro che guardi al futuro e che sia sicuro dal punto di vista sismico ed economico dal punto di vista energetico”.

“La localizzazione deve restare l’attuale, abbiamo degli spazi in cui la nuova struttura può essere collocata, anche perché l’attuale struttura era pensata per 1.200 posti letto e oggi ne abbiamo poco più di 400”, spiega Grimaldi. “Quindi la nuova struttura si può allocare lì, senza spendere cifre esorbitanti. Anche perché non contanto tanto le mura, ma a fare la differenza sono i contenuti tecnologici”.

“La differenza, negli ospedali del futuro, la faranno i contenuti tecnologici e soprattutto la capacità di attrarre giovani bravi”, fa infine osservare il segretario dell’Anaao. (m.sig.)