L’AQUILA – Ancora alta tensione politica intorno alla designazione di Rinaldo Tordera a direttore generale della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila: minacce di chiamare i carabinieri da parte dell’opposizione di centrodestra in Regione, medici esclusi che preparano il ricorso e frattura senza precedenti nel Pd aquilano.

La nomina dell’ex numero uno della Carispaq è arrivata dopo due mesi di polemiche che hanno visto protagonisti, da un lato il sindaco Massimo Cialente, da subito favorevole ad un “manager puro”, dall’altro un’ampio fronte capeggiato dal consigliere regionale dem Pierpaolo Pietrucci, che ha spinto invano affinché la scelta cadesse su un medico magari espressione del territorio.

Ieri sera il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo è arrivato a minacciare di chiamare i carabinieri per farsi consegnare dalla segreteria della Giunta regionale una copia della delibera del 1 marzo.

Il documento è arrivato qualche ora dopo via email, e “l’ho subito girato ai miei avvocati, per verificare i profili di illegittimità”, dice l’esponente azzurro, che annuncia la convocazione della Commissione di Vigilanza che presiede.

Ora Febbo è in attesa che gli sia consegnato anche il verbale della seduta, perché, spiega, “vorrei capire innanzitutto come ha giustificato il presidente Luciano D’Alfonso, di affiancare al nuovo direttore addirittura la figura di un tutor, nella persona dell’ex manager Asl Roberto Marzetti”.

Con la delibera in mano, e con la collaborazione dei suoi legali vuole far luce sulle tante anomalie di questa designazione. A cominciare dalla inedita decisione “di non attingere dall’elenco degli idonei abruzzesi, visto che Tordera, con una deroga, è stato preso dall’elenco degli idonei della Lombardia”. E poi l’affiancamento di Marzetti, “che lascia intendere che evidentemente è stato nominato un manager che non ha le adeguate competenze in materia sanitaria”.

Per non parlare dell’anomalia politica di “una delibera di giunta approvata in assenza del vicepresidente Giovanni Lolli, che rappresentava anche il territorio aquilano, di Donato Di Matteo, che oramai è in rotta con D’Alfonso, e di Marinella Sclocco, anche se in questo caso pare che il motivo siano state solo le sue cattive condizioni di salute”.

Non sembra restino affatto a guardare, intanto, i medici che ambivano a prendere il posto lasciato libero dal primo gennaio da Giancarlo Silveri e che, a differenza di Tordera, figuravano all’interno dell’elenco dei 127 idonei a ricoprire l’incarico.

Da fonti interne all’ospedale San Salvatore molti professionisti sembra stiano preparando ricorso contro la designazione della Giunta regionale.

“Non posso giudicare Tordera per due motivi: perché non lo conosco e perché ancora non lo vedo all’opera. So che alcuni medici si stanno muovendo, ma non io – dice ad AbruzzoWeb Sabrina Cicogna, direttore dell’unità di Cardiologia del nosocomio aquilano, a lungo nel toto-nomi per il nuovo manager – Spero solo che faccia il bene della sanità aquilana, perché qui ci giochiamo i prossimi vent’anni. Ma devo ammettere che mi ha colpito molto negativamente il ‘niet’ ai medici, una vera e propria pregiudiziale”.

“Il problema non è Tordera – argomenta – ma chi ha deciso di dire di no a un medico per quella carica, ed è ovvio che qualunque risultato otterrà il nuovo manager, sia positivo che negativo, dovrà essere diviso al 50 per cento con la politica”.

“Quello di cui sono certa – conclude – è che non si può sbagliare niente, perché l’ospedale dell’Aquila è già troppo declassato. Serve recuperare e in fretta le eccellenze che abbiamo perso e puntare a una programmazione importante, altrimenti si continuerà a retrocedere”.

Non farà ricorso neanche il direttore del Dipartimento di salute mentale Vittorio Sconci, per il quale “al di là delle appartenenze Tordera e Marzetti sono due validi professionisti”, che annuncia che sta però valutando se ci sono gli estremi per una querela nei confronti del sindaco Cialente rispetto alle dichiarazioni sulla categoria dei medici.

“Non mi metto contro l’azienda di cui faccio parte – aggiunge – nè contro le persone nominate per mandare avanti la sanità. A mio avviso bisogna fare in modo che la politica non entri a gamba tesa sulle questioni della sanità”, conclude. (red.)