L’AQUILA – “Sono pronto a querelare il manager della Asl 1 di Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Ferdinando Romano“.

Continua a tenere banco la questione, sollevata da AbruzzoWeb.it, degli avvisi di pagamento per la mancata disdetta di prestazioni sanitarie alla Asl provinciale aquilana che in questo caso si va ad aggiungere alla problematica delle liste d’attesa: sul piede di guerra Giorgio Paravano, che ha recentemente inviato, “da privato cittadino”, una Pec al manager della Asl 1, Ferdinando Romano, con il quale è allo scontro frontale, e al direttore sanitario, Alfonso Mascitelli, per segnalare quanto accaduto nel Centro di prenotazione unica (Cup) dell’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila.

Avvocato e giornalista, persona molto nota e stimata, che con l’ associazione “L’Aquila per la vita onlus” che presiede finanzia da venti anni importanti progetti e donazioni proprio nel campo della sanità pubblica locale, Paravano racconta a questo giornale: “Due mesi fa ho prenotato una visita che mi è stata data per il 28 aprile di quest’anno, quindi a 6 mesi, ma, su pressione del mio medico, vista l’importanza dell’esame, sono stato costretto a rivolgermi alla sanità privata in un’altra città. E già questo basterebbe a far capire in quali condizioni sia la nostra sanità pubblica. A quel punto, mi sono recato al Cup dell’ospedale per annullare la visita prenotata per il 28 di aprile. Il problema ulteriore è nato quando ho chiesto di far timbrare con un ‘visto arrivare’ la documentazione da me prodotta: in modo sgarbato e sbrigativo, questo diritto mi è stato inspiegabilmente negato”.

Nel frattempo, il manager Romano, in scadenza a maggio, è intervenuto con una nota ufficiale, puntando il dito contro “rappresentanti delle istituzioni e dell’associazionismo che dovrebbero avere a cuore il rispetto delle regole e dei doveri civici e che pretendono che siano ignorate e violate una legge dello Stato ed una specifica normativa regionale che non lasciano dubbi all’interpretazione”.

“Vorrei capire a chi si riferisce il manager quando parla di ‘rappresentanti dell’associazionismo’ che a suo dire istigherebbero al non rispetto di una legge dello Stato e di una ‘specifica normativa regionale’ – tuona quindi Paravano –. Se si riferisce al sottoscritto che ha inviato una Pec a lui e a Mascitelli in qualità di privato cittadino e che ha parlato del caso pubblicamente, deve avere gli attributi per dirlo e di fornire le prove concrete per accusarmi. Così potrò rivolgermi alla Procura della Repubblica non soltanto per la gravissima omissione di atti d’ufficio che si è verificata al Cup, ma anche per querelare Romano per diffamazione. Lui afferma di essere rimasto ‘basito’, io sono pronto a rivolgermi alle autorità competenti”.

“Non si spara nel mucchio – conclude Paravano – e non si affermano certe cose senza prove. Accusare chi segnala un fatto grave di istigare a violare le leggi è qualcosa di assolutamente ingiustificabile”.

A protestare nelle scorse settimane, oltre a numerosi cittadini che si sono visti recapitare gli avvisi, la Cgil e ad alcuni esponenti del centrosinistra abruzzese e dell’Aquila come Pierpaolo Pietrucci, consigliere regionale aquilano del Partito democratico, ed il consigliere di opposizione in Consiglio comunale, Lorenzo Rotellini, i quali hanno chiesto ufficialmente la revoca delle richieste di pagamento.