L’AQUILA – “Per l’oculistica è fondamentale avere attrezzature tecnologiche sempre aggiornate e all’avanguardia, fondamentale per le diagnosi e anche per la chirurgia. Ebbene, possiamo affermare con orgoglio che oggi all’ospedale dell’Aquila, abbiamo forse la macchina migliore al mondo, ed è come paragonare una risonanza di 30 anni fa con quelle di ultima generazione, che riescono a diagnosticare anche patologie di pochi millimetri”.
Non nasconde l’entusiasmo Germano Genitti, direttore della Banca degli occhi e della microchirurgia oculare del nosocomio aquilano, nell’intervista ad Abruzzoweb, assieme ad direttore della Clinica oculistica universitaria, il professor Silvio Di Staso.
Il riferimento è ad uno strumento di ultima generazione per elevare la qualità delle diagnosi delle patologie dell’occhio e per esami non invasivi di cornea e retina: il suo nome è l’Oct Heidelberg, entrato in funzione nell’ospedale San Salvatore dell’Aquila dal 10 settembre a disposizione della Banca degli occhi e della Clinica oculistica universitaria.
Un ulteriore impulso che la Asl provinciale dell’Aquila ha inteso imprimere, con l’acquisizione del macchinario, ad un’attività già intensa, con 6.000 esami l’anno, di cui 2.500 rappresentati da trattamenti intravitreali detti “salva-vista”.
Sulla stessa lunghezza d’onda di professor Di Staso: “l’altro valore aggiunto di questo Oct è che ci consente di fare in contemporanea anche gli esami di angiografia a coerenza ottica, per approfondire ulteriormente le diagnosi di patologie retiniche e maculari, il tutto con maggiore certezza e celerità, evitando di sottoporre il paziente ad esami aggiuntivi, mentre per noi il lavoro si semplifica perché riusciamo ad acquisire tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno in un unico step”.
Entrando più nel merito delle nuove prestazioni che saranno ora rese possibili, dice a sua volta Genitti, “l’Oct è un macchinario viene utilizzato ormai in oftalmologia da più di 15 anni, e non rappresenta una novità, ma quello che abbiamo oggi in dotazione ha integrato un fluorangiografo, e consente di effettuare esami anche all’indocianina e quindi ha una particolare efficacia di diagnosi. Un aspetto fondamentale questo per tutte le patologie, soprattutto quelle maculari dell’età senile, che beneficiano di terapie salvavita come le iniezioni intravitreali. Abbiamo forse la macchina migliore al mondo, ed è come paragonare una risonanza di 30 anni fa con quelle di ultima generazione, che riescono a diagnosticare anche patologie di pochi millimetri”.
Allargando, è il caso di dire, lo sguardo, Genitti coglie l’occasione per insistere sull’importanza della prevenzione e delle diagnosi precoci anch’esse favorite ulteriormente dall’Oct Heidelberg.
“Quando si parla di screening bisogna considerare le distinte fasce di età: noi partiamo dagli screening che effettuiamo nelle scuole, quindi nei bambini da 5 anni – spiega Genitti -, in cui si va a evidenziare soprattutto il difetto visivo, lo strabismo e l’occhio pigro, fino ad arrivare a screening nell’adulto e e consigliamo vivamente visite oculistiche intorno all’età della presbiopia, quindi intorno ai 42-44 anni, quando si inizia ad avere difficoltà nella visione da vicino e q possono essere malattie silenti come il glaucoma, con l’aumento della pressione dell’occhio, che non dà nessun sintomo, ma che può portare anche alla perdita della vista. Gli screening successivi sono quelli negli anziani e l’Oct ci darà ora delle informazioni ancora più accurate”.
Conclude Di Staso, “fra gli utenti delle oculistiche si potrebbe chiedere perché siano esplosi negli ultimi anni i casi di maculopatia. La risposta è che sono proprio queste macchine di ultima generazione che ci permettono diagnosi venti anni fa molto più difficili. Ora ci accorgiamo delle primissime alterazioni retiniche proprio grazie a questi strumenti e possiamo procedere con le terapie. Avere in dotazione una macchina di ultima generazione consente insomma a noi di fare bene il nostro lavoro, ai pazienti di essere seguiti in un modo che è il più attuale e moderno che esista, anche nella prevenzione delle patologie”.






