L’AQUILA – Una mobilitazione “necessaria” vista “la situazione di confusione organizzativa e lavorativa in cui i dipendenti operano in attesa di una riforma che, non ancora nata, ha prodotto solo incertezza e disagio in un Ente che si occupa di attività strategiche nel settore dell’acquisizione di beni e servizi per la sanità regionale e gli enti della Regione, oltre che di servizi digitali e PNRR”.

Così, in una nota, la Funzione Pubblica CGIL, che insieme alla RSU dell’Aric, l’Agenzia regionale informatica e committenza, ha proclamato lo stato di agitazione del personale.

“Dopo mesi in cui sono risultate vane le rassicurazioni della Direzione riguardo carichi di lavoro e calibrazione strategica delle attività, rapportata all’effettivo numero dei dipendenti – sempre gli stessi vista l’impossibilità ad oggi di realizzare il Piano delle assunzioni del 2022 – si trova addirittura a gestire Concorsi di acquisizione del personale per l’ATER di Chieti invece di concentrare l’attività sulla specializzazione istituzionale dell’Agenzia, ovvero procedure di competenza dei Soggetti Aggregatori e Informatica”, viene spiegato.

“Un Ente che non dispone nemmeno delle risorse per garantire il finanziamento minimo della formazione dei dipendenti e che ancora non riesce a pagare gli incentivi delle funzioni tecniche per il lavoro svolto. Un Ente in cui si è pensato di prorogare per la seconda volta un dirigente, nemmeno previsto dal Piano dei fabbisogni approvato dall’Agenzia stessa meno di due settimane prima. Stante l’insostenibilità e il protrarsi delle problematiche, si chiedono chiarezza e risposte concrete a questa confusione anche per definire, una volta per tutte, azioni risolutive in grado di risolvere e chiarire il ruolo di un’Agenzia che ad oggi gestisce attività strategiche in diversi settori della vita regionale”.

“Nel corso degli anni la politica regionale ha sempre omesso di riconoscere questa strategicità, strozzando la capacità di investimento in politiche di gestione del personale, assunzioni e valorizzazione delle competenze, centellinando le risorse destinate all’Agenzia ed oggi mettendo a grave rischio anche le ingenti risorse del PNRR fondamentali per il nostro Abruzzo. Procedure che si ritrovano a essere affidate ad una Agenzia con neanche venti persone e già occupate in altre attività”, conclude la nota.