PESCARA – Uno dei vanti d’Abruzzo è l’aria buona delle sue montagne e della sua costa marittima, da respirare a pieni polmoni.
Ma non ovunque.
E a confermarlo sono i numeri di Mal’Aria, il dossier di Legambiente sull’inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane: su 90 città capoluogo monitorate, la malata d’Abruzzo si conferma Pescara, 35 esima nella poco invidiabile classifica dei giorni di sforamenti delle concentrazioni in atmosfera di pm 10, le micidiali polveri sottili che provocano in Europa 400 mila morti l’anno.
Dal monitoraggio risulta anche che sono stati sforati i limiti di concentrazione nel 2014 dell’ozono, gas fortemente ossidante e tossico se inalato in grandi quantità, in 7 giorni a Teramo e 2 all’Aquila, ma il limite di guardia è stato fissato in 25 giorni l’anno.
Sotto controllo ovunque le concentrazioni di Pm 2,5, altra polvere sottile molto insidiosa.
L’emergenza vera è dunque localizzata in Abruzzo nell’area metropolitana di Pescara.
La centralina di via Tasso ha registrato concentrazioni superiori ai 25 microgrammi di pm10 per metro cubo in 50 giorni l’anno, quando il limite di guardia è fissato, come già detto, in 35.
Ed anche le altre centraline hanno registrato numerosi sforamenti. Non solo: dal 1° gennaio di quest’anno, sono stati superati i limiti di guardia 7 volte a piazza Grue, 6 volte a via Firenze, 4 volte al teatro D’Annunzio.
In via Sacco, la centralina piazzata nell’area più inquinata, ha già registrato 9 sforamenti.
Di questo passo, sarà assicurato un posto in alta classifica anche nel prossimo monitoraggio di Mal’aria.
Contattata da Abruzzoweb Silvia Tauro, della direzione regionale di Legambiente, invita a prendere subito misure efficaci e di sistema, evitando di limitarsi a interventi spot.
“A Pescara l’emergenza è oramai cronica, sono sette anni di seguito infatti che si sforano i limiti di concentrazione di pm10. E allora, servono soluzioni strutturali, che devono coinvolgere tutta l’area metropolitana, da Spoltore a Chieti Scalo, non al solo all’interno dell’astratto confine comunale”.
Il problema dell’inquinamento ha comunque tenuto banco a Pescara dall’autunno 2015, alla luce dei dati dell’Agenzia regionale dell’ambiente (Arta), che anticipando il dossier di Legambiente, già rendevano evidente che l’aria a Pescara si era fatta irrespirabile, anche a causa della scarsa pioggia che ha il potere di pulire l’atmosfera nelle città.
Il sindaco Marco Alessandrini, dopo la marcia indietro per le proteste dei commercianti della limitazione al traffico con il sistema delle targhe alterne, domenica scorsa ha indetto la prima giornata ecologica, con un’ampia parte del centro interdetta alle automobili.
E fino a marzo sarà operativo sulle linee di Pescara il biglietto unico giornaliero, reso possibile da un accordo con la società regionale dei trasporti Tua, che costerà 1,30 euro e che potrà essere acquistato direttamente sui mezzi.
Misure che sono state ribadite in Consiglio comunale straordinario di ieri, al termine del quale è stato apporvato un ordine del giorno.
Preso atto che “nessun intervento strutturale è stato adottato negli anni trascorsi al fine di migliorare sensibilmente la qualità dell’aria, né ridurre il traffico veicolare privato, né incrementare l’uso di mezzi alternativi”, l’odg impegna la Giunta ad avviare “la redazione di un Piano Generale del Traffico Urbano per ridurre drasticamente l’uso dei mezzi privati”, “ad indire una Conferenza dei sindaci dei Comuni metropolitani di Pescara, Montesilvano, Spoltore, San Giovanni Teatino, Chieti, Città Sant’Angelo, Silvi, Francavilla al Mare per definire insieme politiche comuni di contrasto all’inquinamento atmosferico”, a favorire “lo sviluppo delle forme alternative di approvvigionamento energetico, l’implementazione del verde pubblico, la diffusione di metodi innovativi di spostamento come auto elettriche, bike e car pooling e sharing, aumento dell’efficienza energetica degli edifici pubblici e privati”.
“La soluzione – commenta Tauro – non può che essere l’abbattimento del numero delle auto in circolazione e il potenziamento straordinario e oserei dire d’emergenza del trasporto pubblico, visto che il tasso di motorizzazione anche a Pescara supera le 60 auto ogni 100 abitanti, contro le 25 auto ogni 100 abitanti di Amsterdam e Parigi. Vanno realizzate piste ciclabili e bisogna incentivare la mobilità sostenibile, oltre a limitare la circolazione in ambito urbano dei veicoli più inquinanti. Vanno inoltre apportati controlli rigorosi sulle emissioni degli insediamenti industriali ed efficientati energeticamente gli impianti di riscaldamento”.
E bisogna farlo presto perché a rischio è la salute dei cittadini.
“Non esiste – conferma Tauro – un’analisi particolareggiata sugli effetti sulla salute a Pescara dell’inquinamento atmosferico. Esistono solo stime nazionali che però bastano e avanzano per prendere terribilmente sul serio la battaglia per pulire l’aria respirata dai pescaresi: secondo dell’Agenzia ambientale, in un rapporto pubblicato nel 2015, il nostro paese nel l’anno 2012 ha registrato il triste primato per i decessi prematuri legati allo smog di oltre 59 mila persone”.
PM10
Il limite massimo è di 35 giorni all’anno con concentrazioni superiori a 50 microgrammi per metro cubo.
1. Frosinone: 115 giorni
2. Pavia: 114
3. Vicenza: 110
35. Pescara: 50
Pm 2,5
Il limite massimo è fissato nella concentrazione media annuale di 25 microgrammi per metro cubo.
1. Cremona: 27
2. Milano: 26
3. Monza: 26
28. Pescara: 18
64. L’Aquila: 12
Ozono
Il limite massimo è di 25 giorni di superamento all’anno della concentrazione di 120 microgrammi in un metro cubo.
1. Rimini: 64 giorni
2. Genova: 64
3. Bologna: 50
60. Teramo: 7 giorni
69. L’Aquila: 2
Ossido di azoto
Il limite massimo è la media annuale della concentrazione di 40 microgrammi in un metro cubo.
1. Torino: 52,3
2. Roma: 49,1
3. Milano: 47,7
33. Teramo: 31
44. Pescara: 29,9
70: L’Aquila: 20,8





