L’AQUILA – Dare una chance di rilancio e ripopolamento alle regioni appeniniche del centro Italia colpite dai terremoti promuovendo i prodotti alimentari di qualità, e invitando i “camminatori dello spirito” provenienti da ogni dove, tra eremi, abbazie e altri splendori. Grazie alle nuove tecnologie social e a due innovative applicazioni per smartphone.
Questo promette “Save the app”, progetto che sbarca anche in Abruzzo, con la partnership della fondazione Magna Carta, promosso a livello nazionale dalle fondazioni Aristide Merloni e Vodafone Italia, per rilanciare a livello turistico e produttivo l’Appennino e in particolare le aree interne colpite dai terremoti degli ultimi anni, nel Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo.
L’iniziativa, articolata in due filoni, uno dedicato alla promozione dei produttori locali e uno ai “cammini dello spirito” da percorrere a piedi o in bicicletta alla scoperta della storia e dei luoghi della spiritualità, è stata illistrata questa mattina all’Aquila, nella sala Rivera di Palazzo Fibbioni con il convegno “L’Appennino eccellente – Le nuove tecnologie al servizio del turismo e dell’economia locale abruzzese”, seguito in diretta da Abruzzoweb.
All’evento hanno preso parte, tra gli altro, Giuseppe De Rita, presidente Censis, ideatore e padre nobile del progetto, il senatore di Noi con l’Italia Gaetano Quagliariello, presidente di Magna Carta, l’ex presidente della Regione Marche e vicepresidente della fondazione Merloni, Giammario Spacca, il responsabile della sezione Abruzzo della fondazione Magna Carta, Giancarlo Silveri, il presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, l’assessore comunale alla Cultura, Sabrina Di Cosimo, il vice-direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose, don Carmelo Pagano Le Rose, il presidente del Centro di Servizio per il Volontariato della provincia dell’Aquila, Luigi Milano e il responsabile dell’Ufficio pastorale per il turismo della diocesi di Teramo-Atri, Angelo De Marcellis.
Ad inquadrare il progetto nel suo intrinseco significato è stato De Rita.
“Il senso di questa iniziativa – spiega il, presidente Censis – è la salvezza dell Appennino, l’anima dell’Italia, non solo lo scheletro fisico, ma dove è nata la nostra civiltà. Vediamo e sentiamo che questo scheletro si disgrega, smotta verso il mare, verso le megalopoli della costa. E come si salva l’Appennino, partendo dalle aree terremotate? Facendo riferimento alle poche tribù che resistono, fatte di piccoli commercianti, allevatori, agricoltori, artigiani e anche i camminatori. Non servono inutili grandi investimenti, né fallimento, né statalismo”.
Il progetto si sviluppa innanzitutto con due applicazioni per smartphone.
La prima “Best of the app – appennines food ranking” che permette ai produttori di olio formaggi salumi marmellate legumi e paste, sezioni già attive e sopratutto con un apposito markplace frutto della collaborazione con Amazon, di commercializzare improdoti in Italia e all’estero.
“Le terre dell’interno potranno riprendersi – ha detto a tal proposito Quagliarello – soltanto con interventi che partono contemporaneamente dall’alto e dal basso. Per quanto i riguarda produttori inseriti nella app, ce ne sono già 28 abruzzesi. Altri 30 sono in attesa di entrare, le loro domande sono al vaglio. Questa app, ne sono convinto, porterà grandi e tangibli vantaggi, anche perche e possibili ordianre online ci sono già vendite on line. In questa app si attiva anche sana concorrenza, infatti i produttori si possono votare. E si crea così una classifica del gradimento”.
C’è poi “Best of the app – Apenines discovery”, applicazione dedicata ai cammini dello spirito da percorrere a piedi e in bicicletta.
Entro l’anno si arriverà a 50 percorsi nelle quattro regioni attraverso filtri, si possono selzionare durata, distanza e difficoltà.
Inoltre, ogni sentiero è corredato di geolocalizzazione, fotogallary, mappa, info specifiche, schede storiche e paesaggistiche.
Menzionati, descritti e geolocalizzati tutti i ristoranti, gli agriturismi, i b&b, le foresterie e gli alberghi.
E ancora grazie all’app si può avere news su tutti gli eventi in corso di svolgimento ed imminienti.
A dare contezza del grande lavoro che c’è dietro queste due app ci ha pensato Francesco Fantini, della Fondazione Merloni.
“Tutto ciò è stato possibile grazie all’impegno e competenza di 20 collaboratori. Abbiamo coinvolto 153 associazioni di categoria, tutte le diocesi del territorio. L’app mette in rete nelle quattro regioni, 311 siti religiosi incentrati su San Benedetto, 58 siti francescani, 37 camaldolesi, 14 siti cappuccini e anche agostinani, e esendo noi qui all’Aquila, non si può non citare la spendida basilica di Collemaggio”.
Spacca ha poi tenuto a sottolineare che “le due app sono gratuite, e finanziate interamente da risorse private. Il metodo indicato da De Rita è risultato essere vincere, incentrato su concetto di tribù di residenti e produttori. Allo studio anche un terzo progetto, che riguarda la coltivazione di precisione di nocciole castagne e frutti di bosco”.
È la volta del sindaco Biondi, per il quale “l’Italia non è tagliata in due solo orizzontalmente, tra nord e sud, ma verticalmente, tra montagne e pianure. Noi che abitiamo la montagna siamo certi di poter offrire la qualità ambientale, ma non è sufficente. Non basta dire come sono belli i nostri paesagi e buoni i nostri prodotti, da qui d’intelligenza di questa iniziativa”.
Don Carmelo Pagano delle Rose ha ricordato che “era stato Giovanni Paolo II a ricordare che il movimento dei pellegrinaggi stava vivendo una nuova rinascita. Il santuario della presenza di Dio è l’uomo e la comunità e questo incontro spesso avviene lungo un cammino, nei luoghi dello spirito”.
A concludere, De Rita.
“Nell’Appennino ci si salva dall’interno, lavorando sulla qualità e sul privato. Lo statalismo non funziona, crea cultura passiva e di attesa, ma neanche riesce a essere tale, nel cratere del Centro Italia e’ tutto fermo, si ha paura di esercitare responsabilità, nessuno firma più nulla. Queste due app nascono da questa consapevolezza. Senza faraonici piani e grandi spese. Bisogna aiutare ad entrare in circuiti internazionali che accettino solo le logiche di eccellenza. Si pensi al tassista romano: è oggi completamente fuori mercato, e lo comprendi quando vai a Londra, dove oramai tutti utilizzano l’app di Uber”.






