L’AQUILA – Quattro imputati su cinque a processo per un appalto della Provincia dell’Aquila che avrebbe visto il presunto acquisto pilotato presso il concessionario Mercedes-Benz di Pescara di mezzi spazzaneve con i soldi dell’emergenza post-terremoto.

Alla sbarra andranno, il prossimo 20 ottobre, Francesco Fucetola, ex dirigente provinciale del settore Viabilità e trasporti, Giuseppe Fiaschetti, geometra dello stesso settore, Piero Barbuscia, titolare del concessionario, e Piera Serinaldi, titolare della ditta Vivai della Molinella snc, specializzata nella pulizia nell’ambito del cosiddetto “piano neve”.

Il giudice per l’udienza preliminare ha invece prosciolto da ogni accusa l’imprenditore aquilano Gaetano Specchio e ha fatto cadere alcune imputazioni per Fucetola e Fiaschetti per abuso d’ufficio e falso.

I fatti si riferiscono al maggio 2009, quando alla guida della Provincia dell’Aquila c’era ancora l’attuale senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane.

Fiaschetti, Fucetola e Barbuscia sono accusati di turbativa d’asta per la fornitura dei nuovi sei mezzi spazzaneve “Unimog”.

Una gara poggiata sul falso presupposto che i quattro mezzi fossero inservibili perché danneggiati dal crollo del cedimento strutturale dell’autoparco dell’ente, ma il crollo non c’è mai stato.

Stando alle indagini condotte dalla squadra di polizia giudiziaria del Compartimento della Polstrada Abruzzo e Molise, l’appalto per gli spazzaneve sarebbe stato pilotato affinché la gara fosse vinta da Barbuscia.

Nello specifico la procura contesta a Fucetola e Fiaschetti di aver attestato, contrariamente al vero, mediante stesura di un documento della Provincia, del 4 maggio 2009, e inviato alla Regione Abruzzo, settore Trasporti, il cedimento strutturale, a causa del sisma, del tetto dell’Autoparco che, precipitando, avrebbe danneggiato 4 mezzi sgombraneve, ottenendo indebitamente l’erogazione di un finanziamento.

La somma sborsata fu di 1,5 milioni di euro, la metà dei quali erogata dalla Provincia, l’altra dalla Protezione civile.

Secondo l’accusa, poi, i mezzi richiesti nella gara coincidevano ad arte con quelli della Mercedes ed erano stati invitati altri concessionari che non avrebbero mai potuto offrire mezzi con caratteristiche tecniche adeguate alle esigenze.

La Serinaldi è accusata di falso e truffa perché avrebbe attestato falsamente l’impiego di un mezzo quando lo stesso, secondo l’accusa, era stato dato in appalto all’Anas, ottenendo un ingiusto vantaggio patrimoniale attraverso falsa dichiarazione all’Ente Provincia.

Tra gli avvocati di questo procedimento, Ferdinando Paone, Pietro Gallo, Angela Sollecchia, Giuliano Milia, Fabrizio Di Carlo.