AVEZZANO – L’operazione “Master list”, che stamattina ha portato all’esecuzione di 7 ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari, nasce da precedenti filoni di inchiesta nella Marsica, sempre su presunti appalti e gare truccati e mazzette, che hanno coinvolto numerosi amministratori.
Nei filoni dei mesi scorsi è spuntato fuori il livello regionale: sono infatti indagati il consigliere e assessore regionale del Partito democratico Donato Di Matteo e il consigliere regionale della maggioranza di centrosinistra Lorenzo Berardinetti (Regione facile), che è anche sindaco di Sante Marie (L’Aquila).
I due, nel novembre 2016, sono stati raggiunti da un avviso di garanzia per gli appalti legati al grande progetto relativo alla costruzione di un impianto sciistico che da Cappadocia collega Ovindoli e l’Altopiano delle Rocche.
In seguito alle dichiarazioni rese dall’imprenditore delle pubbliche illuminazioni Angelo Capogna, che ha rivelato agli inquirenti di avere versato tangenti a pubblici amministratori in vari comuni abruzzesi in cambio di aiuti per ottenere appalti, è indagata anche la senatrice aquilana del Pd Stefania Pezzopane, a cui Capogna sostiene di aver finanziato una campagna elettorale negli anni scorsi. L’esponente del Pd ha rigettato ogni tipo di accusa.
Nel filone più corposo, che vede 36 indagati, le cui indagini si sono chiuse lo scorso maggio con le ipotesi di reato di turbativa d’asta e presunte tangenti, è spuntato anche il nome del deputato di Alleanza popolare Filippo Piccone, ex forzista e primo cittadino di Celano, attuale vice sindaco, che sarebbe indagato per una delibera del 2011, quando era sindaco.
L’operazione che oggi ha portato agli arresti domiciliari 7 persone tra amministratori, tecnici ed imprenditori delle quattro province abruzzesi, si basa proprio sullo sviluppo dell’esane dei documenti, intercettazioni ambientali e telefoniche e perquiszioni legate ai precedenti filoni di inchiesta.






