L’AQUILA – “Il nuovo ponte del Belvedere sarà il segno del passaggio dell’uomo del XXI secolo e della sua capacità di rinascere dopo una tragedia del terremoto del 6 aprile 2009. Allo stesso modo la ripavimentazione del centro storico segnerà il completamento della ricostruzione, e unirà passato e futuro, con pietra antica ma con soluzioni anti-scivolo all’avanguardia. Tutto deciso assieme ad esperti dell’Università e Soprintendenza, nella consapevolezza dell’importanza della scelta dei materiali e dell’aspetto estetico”.
Cita, con una non esagerata enfasi, due grandi opere, il vicesindaco dell’Aquila, con delega alla ricostruzione beni pubblici Raffaele Daniele, che segneranno non solo “il passaggio dell’uomo del XXI secolo” nella vicenda post-sismica aquilana, ma anche i destini della consiliatura del centrodestra di Pierluigi Biondi, Fratelli d’Italia, trattandosi di opere decisive anche per le sorti delle elezioni amministrative della primavera 2022.
Questo quando mancano pochi giorni all’avvio del cantiere di abbattimento del vecchio ponte chiuso dal 2009 perché danneggiato dal terremoto, da parte delle dalle aquilane Todima srl e Taddei srl che con 4 milioni di euro, dopo aver smontato in sicurezza la vecchia infrastruttura, realizzeranno il nuovo ponte strallato, destinato a connotare di contemporaneità lo skyline della città, entro maggio prossimo. Manca invece una settimana al 24 agosto, data ultima per presentare le offerte per l’affidamento dei lavori di realizzazione della pavimentazione del cosiddetto ‘asse centrale’, ovvero dalla Fontana luminosa alla Villa comunale, di corso Vittorio Emanuele II e corso Federico II, con base di gara e di 3 milioni e 733 mila euro.
Uno degli interventi più attesi dagli aquilani, che prevede la rimozione del grigio asfalto con cui tante strade sono state provvisoriamente coperte dopo l’inserimento nel sottosuolo del tunnel dei sottoservizi. E poi la realizzazione ai piedi dei palazzi ormai quasi tutti ricostruiti, di un selciato di pietra bianca, più o meno simile a quello che fa bella mostra di sé davanti alla Basilica di Collemaggio, ma sottolinea il vicesindaco “con soluzioni hi tech”, ovvero con micro-scanalature antigelo e antiscivolo, con accorgimenti e dispositivi che permettano l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo in particolare per i non vedenti e gli ipovedenti.
Stessa pavimentazione sarà adottata anche lungo il decumano, da via Roma a San Bernardino.
Soluzione differente è invece prevista per tutto il resto del centro storico, con una novità a cui Daniele tiene molto: ciascuno dei quattro quarti in cui è diviso il centro storico avrà una pavimentazione con una colorazione e aspetto esclusivo e immediatamente riconoscibile.
“La scelta – esordisce Daniele – è ricaduta sulla tipologia in pietra locale costruita da basole di pietra bianca calcarea. Questo grazie alle preziose e imprescindibili indicazioni degli esperti dell’Università dell’Aquila, della Soprintendenza ed i consulenti a cui ci siamo rivolti. C’è stato infatti spiegato che il sanpietrino grigio che c’era prima del terremoto, è stato introdotto, solo a metà 800, in precedenza la pavimentazione almeno nella parte dell’asse centrale era appunto quella di pietre bianche squadrate. E la scelta dunque non è potuta che cadere su questa tipologia”.
Se ancora non sono stati resi pubblici i rendering che, c’è da scommetterci, attiveranno un grande dibattito tra critici ed entusiasti, è solo perché spiega Daniele, “tecnici ed esperti sono al lavoro per l’assetto e l’aspetto definitivo di questa pavimentazione che dovrà garantire altri elementi fondamentali come l’essere anti-scivolo, anti-congelamento e accessibile”.
Per tutte le altre vie del centro, prosegue Daniele, “si stanno studiando altre soluzioni.
Gli esperti ci hanno spiegato che la pavimentazione storica ed originaria, segno che anche allora i soldi erano pochi, aveva il selciato in pietra solo ai lati, mentre in mezzo c’era semplice terra battuta. Si sta mettendo a punto dunque una soluzione che riproduca in chiave antica e contemporanea allo stesso tempo, questa peculiarità. Una cosa però è certa, ciascuno dei quattro quarti avrà una pavimentazione particolare distinguibile dalle altre, nella nella sua cromaticità”.
C’è poi un altro aspetto da non sottovalutare quello della cantierizzazione.
“La pavimentazione inevitabilmente rischia di creare disagi alle tantissime attività operanti lungo l’asse centrale – afferma Daniele -. Pertanto, una volta affidati i lavori, si agirà per step intervenendo su piccole sezioni per non inibire al passaggio porzioni eccessivamente lunghe. Con ogni probabilità si comincerà da piazza Duomo, fino ai Quattro cantoni, e poi man mano dai Quattro cantoni alla fontana Luminosa e da piazza Duomo alla villa comunale.
Altre grandi opere, fortemente attese dagli aquilani, sono poi all’orizzonte.
“Possiamo dire con ogni ragionevole certezza che entro maggio dell’anno prossimo il ponte del Belvedere sarà una realtà come pure la pavimentazione almeno dell’asse centrale – elenca Daniele -. Ma sono ad un buon punto di fattibilità anche altri interventi estremamente importanti per l’assetto definitivo dell’Aquila. Entro un anno innanzitutto sarà realizzato il restyling di Piazza Regina Margherita. I lavori potevano partire anche prima, ma abbiamo preferito attendere per non creare difficoltà alle attività commerciali in piena stagione estiva e turistica. In prospettiva ci sarà la ripavimentazione e restyling completo di piazza Duomo, che non sarà cosa immediata perché si tratta di un intervento molto complesso, e ancora il nuovo parcheggio al posto delle case popolari a porta Leoni, fondamentale per un centro storico che ha fame di parcheggi di prossimità. E ancora la ricostruzione di più di una scuola e un importante intervento nel cimitero monumentale”.






