L’AQUILA – Slitta l’esperimento Sox nei Laboratori del Gran Sasso, che ha provocato polemiche di un variegato fronte ambientalista, evidenziate dalla trasmissione tv le Iene, per l’utilizzo di una sorgente radioattiva di Cerio mentre il mondo scientifico assicura che non ci sono rischi.

L’annuncio arriva dall’Istituto nazionale di fisica nucleare in una nota di “aggiornamento” in cui svela “ritardi nella produzione del generatore di antineutrini”, annucio arrivato nelle stesse ore in cui in consiglio regionale si discuteva proprio sull’esperimento Sox, che sarà condotto nei Laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso nel 2018, per studiare il comportamento dei neutrini.  Alla presenza anche degli attivisti  dell’associazione H2o, a cominciare dal portavoce Augusto De Sanctis. Dibattito che si è concluso con la conferma da parte del vice presidente Giovanni Lolli della necessità di un ulteriore verifica dei livelli di sicurezza. Assente il promotore del consiglio straordinario Leadro Bracco, di Sinistra Italiana- Liberi e uguali, per gravi motivi familiari, e che aveva chiesto con una lettera di rimandare la discussione. Febbo ha criticato la Regione per la “superficialità e pressappochismo”, che ha creato “un’immagine negativa dell’Abruzzo soprattutto fuori dai confini regionali, provocando danni al turismo e alla reputazione della ricerca internazionale che viene svolta sotto il Gran Sasso e che in molti ambirebbero a sottrarci”.

Poi in coincomitanza del dibattito l’annuncio dei Laboratori. 

“Nell’ambito delle verifiche previste sull’avanzamento del progetto Sox, nei giorni scorsi si sono incontrati a Mosca rappresentanti della collaborazione Sox, di Cea, dell’Infn e di Pa Mayak – si legge nella nota –  Durante l’incontro è emerso che i produttori della sorgente (Pa Mayak) stanno incontrando delle difficoltà tecniche a garantire gli standard scientifici richiesti”.

“Attualmente la sorgente non è in grado di produrre il numero di antineutrini necessario per il progetto Sox e dunque – prosegue la nota – non è idonea per i fini scientifici dell’esperimento”.

Secondo l’Istituto, “al momento si sta lavorando per valutare una soluzione a queste difficoltà tecniche. Ciò comporterà inevitabilmente un ritardo rispetto alla programmazione dell’esperimento”.

“Sox è un generatore innovativo la cui realizzazione si configura come una vera sfida tecnologica”, conclude.

Al momento non è possibile quantificare il ritardo e sono ancora in corso a Mosca colloqui fra rappresentanti di collaborazione Sox (Short distance Oscillations with boreXino), Commissariato francese per l’energia atomica (Cea) proprietario della sorgente, l’Infn e associazione russa che produce il materiale nucleare, Pa Mayak.

L’ESPERIMENTO

Obiettivo dell’esperimento è verificare o meno l’esistenza delle particelle chiamate ‘neutrini sterili’, la cui scoperta potrebbe aprire una nuova pagina della fisica.

Per questo è necessario avere il rivelatore di antineutrini, prodotti dal decadimento della sostanza radioattiva Cerio 144.

Questa sarà sigillata in una doppia capsula di acciaio, a sua volta schermata da uno scudo di tungsteno di oltre 2,4 tonnellate e dello spessore di 19 centimetri per impedire ai raggi gamma, prodotti con i neutrini, di disperdersi all’esterno.

LE REAZIONI

LOLLI, ”LO VOGLIAMO FAR FARE, MA SERVE UNA PROCEDURA IN PIU’ PER LA SICUREZZA”

“Vogliamo l’esperimento Sox, ci mancherebbe, ma occorre prima una procedura aggiuntiva che dia garanzie assolute di sicurezza”, le parole del vice presidente della Giunta regionale d’Abruzzo, Giovanni Lolli, sull’esperimento Sox alla vigilia dell’odg del Consiglio regionale all’Aquila dedicato alla questione.  

“Per noi la priorità è la sicurezza assoluta dell’acquifero del gran sasso – spiega Lolli ad AbruzzoWeb – Per noi i laboratori sono un patrimonio dell’intero Paese, come riteniamo l’autostrada una infrastruttura fondamentale. Tutto questo sistema è stato lasciato colpevolmente negli anni passati in una situazione di interferenza con le falde. Noi ci stiamo lavorando, stiamo trovando soldi e ne servono davvero tanti. La progettazione è in stato avanzato”.

Lolli poi aggiunge che “l’esperimento Sox non ci è stato conunicato nel tavolo previsto da un preciso protocollo. Pur avendo tutte le autorizzazioni, rilasciate però si badi bene a prescindere dal luogo molto delicato dove si deve effettuare l’esperimento, la Regione Abruzzo ha chiesto di bloccare l’esperimento. Abbiamo richiesto tutte le carte arrivate 10 giorni fa, ora siamo alla fase di studio e stabiliremo quali procedure aggiuntive occorrono per un esperimento così delicate”.

“Confermo, c’è un eccesso di attenzione e ci sarà fin quando il sistema acquifero, laboratorio, autostrada sarà finalmente in assoluta sicurezza. sSa chiaro che noi gli esperimenti li vogliamo far fare, ma, ripeto, serve per dare l’ok un surplus di sicurezza del luogo dove avviene l’esperimento”, conclude.

DE SANCTIS: ”LEGGE INDEROGABILE SU STOCCAGGIO SOSTANZE RADIOATTIVE VICINO ACQUA”

“Abbiamo appreso che ci sono problemi di produzione della sorgente in Russia per cui l’Infn ha sospeso l’esperimento. Ma i problemi veri per noi restano qui in Abruzzo”.

Così Augusto De Sanctis, portavoce del Forum H2o, a margine del dibattito in Consiglio regionale dell’Abruzzo dedicato all’esperimento Sox, previsto nei Laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso nel 2018, con la prevista presenza di una sorgente radioattiva che ha suscitato polemiche e rassicurazioni.

“C’è una legge chiarissima, il Testo unico dell’ambiente, che vieta lo stoccaggio di sostanze pericolose e a maggiore ragione radioattive, vicino le captazioni d’acqua – rimarca – È stato dunque un errore pianificare un esperimento che violi questa legge non derogabile”.

“Se gli scienziati la pensano diversamente, si facciano eleggere in Parlamento e cambino la norma – spiega ancora De Sanctis che ha assistito ai lavori del Consiglio – Il problema del Gran Sasso si risolve in due modi: realizzare nuove infrastrutture e modernizzare quelle che ci sono”.

Ma per il portavoce del Forum, “non basta: dall’altro lato bisogna allontanare le sostanze chimiche pericolose presenti all’interno dei laboratori di fisica nucleare, perché la loro presenza non rispetta le norme di legge e rappresenta un forte rischio di incidenti, che potrebbero compromettere l’acquifero più importante del Centro Italia”.

FORZA ITALIA: ”SUPERFICALITA’ DELLA REGIONE, MA NO ALLARMISMI”

“Ho ascoltato con molta attenzione le ragioni, i chiarimenti e le richieste di più sicurezza illustrate ed avanzate dal vice presidente Giovanni Lolli sul problema degli esperimenti radioattivi Sox presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso ma credo, però, che sia opportuno che la stessa maggioranza di centrosinistra debba prima fare chiarezza al proprio interno e nella sua stessa maggioranza altrimenti si rischia di fare brutte figure di vera e propria incoerenza. Solo pochi giorni fa la maggioranza ha votato un documento con una posizione diametralmente opposto alle intenzione del Governo regionale. Infatti in Commissione è stata votata all’unanimità, con l’assenza del gruppo di Forza Italia, la risoluzione a firma del consigliere Mercante dove si chiedeva di bloccare definitivamente l’esperimento radioattivo Sox”.

Questo il commento del Consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo a margine dell’intervento in Aula dell’assessore Lolli. 

“Su questa storia molto delicata – continua Febbo – si è registrata molta superficialità, pressappochismo e leggerezza poiché si è creato solo un’immagine negativa dell’Abruzzo soprattutto fuori dai confini regionali. Danni al turismo e alla reputazione della ricerca internazionale che viene svolta sotto il Gran Sasso e che in molti ambirebbero a sottrarci. Si è fatto ricorso ad incidenti remoti che sono avvenuti in realtà per cause umane che hanno prodotto la fuoriuscita di Trimetilbenzene che ha raggiunto il torrente Mavone ma non la condotta idrica”. 

“Non si è tenuto conto fino ad oggi che le problematiche serie di “inquinamento ” derivano dall’autostrada – prosegue Febbo – e che il problema relativo le condotte in acciaio sono quasi completate, quindi si rende necessario accelerare il completamento soprattutto nel versante Teramo. Pertanto la Regione faccia piena luce su tutti i passaggi amministrativi, legislativi e normativi che devono essere rispettati affinché venga sviluppato una ricerca sicura e lontana da ogni forma di inutili allarmismi. Da sempre sappiamo che i Laboratori Nazionali del Gran Sasso sono un’istituzione di ricerca controllata da ministeri e da organismi specifici e che tutte le attività poste in essere nei laboratori sotterranei sono costantemente sottoposti a controlli rigorosi”. 

“Pertanto – conclude Febbo – il Governo regionale con coerenza e competenza porti a termine i controlli dovuti prima di creare inutili e dannosi allarmismi, ad oggi si è registrata un grave ritardo se non addiruttura assenza”.