L’AQUILA – Crescono le infiltrazioni mafiose, alla luce dell’aumento dei reati di associazione di tipo mafioso “e comunque di criminalità organizzata”, con i procedimenti della Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila legati alla ricostruzione post-sisma e al fenomeno della tratta internazionale di extracomunitari, soprattutto nel Teramano.
Emerge dalla relazione sull’amministrazione della giustizia nel distretto abruzzese presentato dal presidente della Corte d’Appello dell’Aquila, Stefano Schirò.
“Va confermato che l’Abruzzo – ha spiegato Schirò – è una regione gravemente colpita dal fenomeno della tratta e dello sfruttamento della condizione femminile e che, in particolare, diverse associazioni criminali sono dedite alla tratta internazionale. È nota poi la presenza di famiglie rom stanziali, in precedenza dedite alla mera attività di spaccio di droga e negli ultimi anni organizzate in stabili collegamenti con gruppi criminali di altri distretti (campani e pugliesi), e stranieri (albanesi e romeni), che partecipano attivamente ai grandi traffici di stupefacenti”.
In aumento anche i reati sull’indebita percezione di contributi e finanziamenti concessi dallo Stato, da altri Enti Pubblici e dalla Ue, nonché dei delitti contro la libertà sessuale, di stalking e maltrattamenti familiari.
Costante il dato sugli altri reati di allarme sociale, come lo spaccio di stupefacenti e lo sfruttamento della prostituzione.
Rilevante poi, secondo la relazione, permane il numero di omicidi colposi, sostanzialmente stabile, invece, il numero di reati contro la pubblica amministrazione.






