CHIETI – Una fontana circolare del diametro di quasi due metri, con all’interno getti d’acqua illuminati, una ghiera metallica ondulata che richiama nello stile il resto degli arredi del centro storico, sedute in pietra intorno al basamento d’acqua e illuminazione perimetrale che parte dal basso e rende la fontana quasi staccata da terra, alleggerendola alla vista.
È la nuova fontana luminosa che sorgerà in piazza Valignani a Chieti, primo passo per la pedonalizzazione del centro storico, sogno mai pienamente realizzato di almeno gli ultimi tre sindaci della città.
In un futuro di un cuore della città senza auto, la fontana farà da mega panchina circolare, in pendant con le altre panchine che sono state pensate espressamente per l’arredo di corso Marrucino e che saranno sistemate in concomitanza con la realizzazione della nuova fontana.
L’opera, firmata dagli architetti Augusto Capone e Gianfranco Scatigna, è stata presentata dal sindaco, Umberto Di Primio, e dall’assessore ai Lavori pubblici Mario Colantonio.
Di particolare fattura sono uno dei due tipi di panchine che verranno sistemate lungo il corso, chiamate “panchine sofà” e particolarmente adatte a un corso Marrucino completamente a disposizione dei pedoni, trasformato davvero nel “salotto buono della città”, come spesso viene chiamato.
Queste grandi panchine in pietra, per il momento solo tre, evocano attraverso particolari incisioni tre personaggi che hanno fatto la storia di Chieti: Saverio Selecchy, Costantino Barbella e Giovanni Chiarini.
I lavori sono appena iniziati, mentre l’inaugurazione è prevista a ottobre. Per realizzare la fontana e le panchine targate “Teate”, si spenderanno 250 mila euro. Di questi, 200 mila arrivano dai fondi Fers, 50 mila sono fondi comunali rintracciati dall’assessore Colantonio attraverso lo scandaglio puntiglioso di residui non utilizzati di mutui.
“Questo è il primo passo per arrivare a un centro storico che si rigenera attraverso nuovi elementi di arredo urbano – ha detto Di Primio – sono tutti elementi che richiamano il passato, ci permettono di vivere bene il presente e guardano anche al futuro”.
Ma c’è già chi fa polemica. Per il consigliere del Partito democratico Luigi Febo, quei 250 mila euro potevano essere utilizzati per altro. La fontana, “prima opera pubblica progettata in 4 anni di amministrazione”, fa da contraltare a “casse comunali vuote e periferie nell’incuria”.





