L’AQUILA – Gianni Frattale vuole riprendersi l’Ance provinciale dell’Aquila sfiduciando il suo successore, Ettore Barattelli.
L’azione di forza, messa in atto in queste settimane, sta agitando e creando tensioni negli ambienti legati ai costruttori aquilani e in seno all’associazione, oggi presieduta da Barattelli, eletto un anno fa dopo un “derby” tiratissimo con Stefano Cipriani.
Secondo quanto appreso da più di un iscritto, il patron della Edilfrair, al comando per quasi 6 anni, ha cominciato in queste settimane un vero e proprio “tour” tra gli imprenditori, partendo dai nomi più importanti per storia, prestigio e fatturato, allo scopo di chiedere loro di sostenere “una mozione di sfiducia a Barattelli”. Un tentativo finora fallito.
Ma l’operazione sta tenendo banco in questo periodo pre-natalizio tanto che per domani è previsto un Consiglio direttivo provinciale convocato dal vice presidente, Walter Rosa, per esaminare quello che viene considerato “un attacco dettato da motivi personali da parte di Frattale all’associazione costruttori”.
La ricerca di alleati e consensi lanciata da Frattale vedrebbe in campo anche alcuni dipendenti rimasti fedelissimi all’ex presidente, in particolare lo storico direttore, Francesco Manni, braccio destro frattaliano durante il suo lungo mandato: l’alto dirigente non avrebbe un rapporto idilliaco con il nuovo corso anche per via di una vicenda legata al pensionamento.
Fin qui, proseguono le stesse fonti, la consultazione di Frattale è andata male: i colleghi gli hanno risposto picche per due ragioni. Da un lato perché, secondo molti, comunque Barattelli, dopo un anno di lavoro, sta facendo bene.
Dall’altro lato, e questa è una motivazione che frena anche i critici, sfiduciare il presidente eletto costituirebbe una figuraccia per l’intera categoria, e rompere l’esecutivo in pieno mandato sarebbe un disastro a livello di immagine nel territorio, dove l’associazione è impegnata in prima linea nella ricostruzione post-terremoto 2009.
Anche e soprattutto perché Barattelli, e con esso l’associazione aquilana, ha appena acquisito una delega a livello di Ance nazionale in materia di ricostruzione e terremoti, relativa non solo al sisma aquilano di otto anni fa, ma anche a quello del Centro Italia del 2016 e 2017, che non coinvolge grandi città ma ha, comunque, colpito quattro regioni, un territorio molto esteso e centinaia di comuni.
È proprio un incarico del genere, ad ampio spettro, quello che aveva chiesto Frattale quand’era in carica, ottenendolo nel 2015, con l’annuncio dell’ingresso anche nel Consiglio direttivo nazionale, ma con un raggio d’azione, fanno notare fonti Ance, riveduto e corretto alla sola ricostruzione aquilana, vanificando, di fatto, la capacità di influenza a livello italiano della nomina ricevuta.
Anche per questo, secondo quanto appreso, ci sarebbe un substrato di risentimento personale, da parte del fumantino Frattale, a guidare questa sortita, molto più delle rimostranze sul programma svolto o non svolto da Barattelli, eletto il 22 ottobre 2016.
Le scorie restano anche per le modalità con cui si sono svolte le elezioni: in principio Cipriani, vice presidente uscente, era il candidato unico, indicato come prosecutore naturale del mandato di Frattale, che poi ha fatto dietrofront una volta saputo dell’altra candidatura, ritirandosi a pochi giorni dalle elezioni perfino dalla corsa a consigliere.
Poco dopo il varo del nuovo mandato erano arrivate le dimissioni di Frattale dall’incarico nazionale, proprio nel giorno in cui l’Ance aquilana faceva il punto in un aperitivo, da lui disertato, a guastare il clima da auguri di Natale.
Situazione che si riproporrà anche quest’anno visto che dopodomani, mercoledì, i vertici dell’associazione hanno promosso un aperitivo “pubblico” per gli auguri di Natale e per fare il punto sull’attività svolta.
Altro motivo di nervosismo pre-elettorale è stato che, poco prima del voto, fosse emerso il buco quasi milionario accumulato per colpa di imprenditori “morosi” che, in alcuni casi singoli, non avevano versato quote associative da oltre 6 anni, con punte massime anche di 70 mila euro a persona.
“Morosi” che sarebbero stati esclusi dal voto: una dinamica che, evidenziata da questo giornale, aveva scatenato la reazione rabbiosa di Frattale: “Sono fatti di un’associazione privata, dovremo valutare se il vostro articolo offende qualcuno”, la sua rabbiosa dichiarazione in materia.
Ma nell’ultimo anno, il primo lontano dall’Ance, Frattale ha fatto parlare di sé anche nell’ambito politico: la sua figura è stata citata più volte, l’estate scorsa, anche nella burrascosa campagna elettorale prima delle ultime elezioni amministrative del capoluogo.
A poche settimane dal voto, infatti, si è saputo che la stazione appaltante Gran Sasso Acqua, società idrica del comprensorio, presieduta dal candidato sindaco del centrosinistra poi sconfitto, Americo Di Benedetto, aveva transato 740 mila euro di riserve nella commessa da circa 40 milioni dei nuovi sottoservizi dell’Aquila, pagando in tempo record e a lavori ancora in corso, e allungando anche i tempi di riconsegna dell’opera, alla società realizzatrice Asse Centrale, di cui è capofila proprio la Edilfrair.
Le coalizioni di centrodestra e civica, in quella circostanza, hanno contestato a Di Benedetto una “campagna elettorale a braccetto dell’imprenditore” e un “conflitto d’interesse enorme”, dopo che Frattale era stato avvistato in più di un evento del candidato alla fascia tricolore, compreso quello di chiusura della campagna.
Il candidato di centrodestra, e attuale sindaco, Pierluigi Biondi, aveva bocciato l’operazione parlando di “evidente forzatura delle procedure”.
Tornando a oggi, sulla guerra condotta da Frattale all’attuale governance restano cucite le bocche sia in seno ai vertici dell’Ance sia da parte del protagonista.
In risposta alle critiche, fonti legate ai vertici, ma che vogliono rimanere anonime, fanno notare che in un anno sono aumentati gli iscritti e c’è stato un significativo calo della morosità, in più sono state ottenute norme di semplificazione come l’anticipazione del 20% a favore delle imprese sugli appalti privati, solo per citare quella più significativa.
Anche sulla recente manifestazione dei sindacati di categoria, fatta passare per evento anti-Barattelli, si replica non è stata organizzata contro Ance L’Aquila bensì prevista in tutta Italia in relazione al contratto nazionale. Così come sono state escluse presunte sponsorizzazioni ritenute sconvenienti, in particolare quella a un concorso di bellezza per operai.
Infine, sul Fondo etico per la ricostruzione, strumento fallimentare mai attivato, viene fatto notare che l’origine è stata dell’allora presidente dell’Ance Abruzzo, Enrico Ricci, e non un’intuizione di Frattale che, peraltro, a oggi risulta cancellato dal fondo, nel quale ha versato solo la prima rata. (alb.or. – b.s.)






