L’AQUILA – Nonostante le ristrettezze ed i vincoli causati dall’emergenza covid, stanno entrando nel vivo le grandi manovre per la presidenza dell’associazione nazionale costruttori edili (Ance) della provincia dell’Aquila, un ruolo molto ambito vista la centralità del comparto in quello che, in seguito al sisma del 6 aprile 2009, viene considerato il cantiere più grande d’Europa: in tal senso, dopo l’annuncio della rinuncia al secondo mandato da parte del presidente uscente, il 47enne costruttore aquilano Adolfo Cicchetti, rumors ed anticipazioni, peraltro tutti da confermare, parlano di più di un candidato che in un clima non proprio sereno, a tratti molto conflittuale, sta affinando le armi per la conquista dell’ambita poltrona che si assegnerà alle elezioni in programma nel prossimo mese di giugno.

E potrebbe essere l’imprenditore Francesco Gravina, della nota famiglia di costruttori di Castel di Sangro, il nome nuovo nella corsa alla presidenza dell’Ance L’Aquila: sarebbe una candidatura destinata a fare rumore visto che il 43enne è figlio di Gabriele Gravina, attuale presidente della Federcalcio, riconfermato con ampio consenso nelle passate settimane, uomo di peso a livello italiano e riferimento in Abruzzo, con alle spalle un lungo percorso da dirigente sportivo, essendo salito alla ribalta come presidente del Castel di Sangro dei miracoli, squadra del paese di 5mila abitanti portata dall’Eccellenza alla serie B.

Gravina che con la sua azienda è impegnato nel cratere del terremoto, è anche protagonista nel mondo bancario essendo consigliere di amministrazione della Banca di Credito cooperativo di Roma che ha una presenza importante in Abruzzo.

Francesco Gravina sfiderebbe un nome di rilievo che sarà sicuramente della partita, il 61enne imprenditore aquilano Eliseo Iannini, a capo di un gruppo noto ed inserito con commesse e lavori non solo in Abruzzo e nella ricostruzione post terremoto dell’Aquila ma anche a livello nazionale, soprattutto in Toscana e in Veneto: il costruttore, in passato più volte patron nel calcio, da anni impegnato anche nella editoria, non ha mai fatto mistero di puntare alla presidenza dell’Ance tanto che si segnala da mesi per il suo attivismo in seno all’associazione di categoria, insomma da tempo è in campagna elettorale. La presidenza è stata “prenotata” con largo anticipo con il placet di buona parte dei grandi elettori.

La sfida tra Gravina e Iannini nasconde una contesa sommersa tra due ex presidenti dell’associazione: secondo quanto si è appreso, Gravina sarebbe “portato” dall’ex presidente dell’Ance, il 55enne Ettore Barattelli, indicato come protagonista della corsa ma che sarebbe disposto a lasciare il passo al rampollo della famiglia Gravina, nonostante una sua ricandidatura alla guida dell’Ance sarebbe caldeggiata da una parte dell’apparato dei costruttori, soprattutto nei due comprensori, marsicani e della Valle Peligna e dell’Alto Sangro.

Di contro, Iannini avrebbe al suo fianco Gianni Frattale, 71enne ex presidente dell’Ance e attualmente vice presidente della Camera di commercio Gran Sasso d’Italia, dopo aver vinto la concorrenza proprio con Barattelli.

L’epilogo ha causato una spaccatura all’interno dell’Ance che ha coinvolto anche il presidente Cicchetti tirato per la giacchetta da Barattelli e Frattale prima per la candidatura nel Consiglio della nuova Camera nata dalla fusione tra gli enti camerali dell’Aquila e Teramo e poi per il posto di vice presidente. Comunque, stando agli ambienti associativi, la vice presidenza nella Camera di commercio risulta solo una prima “pedina” da posizionare in posti di potere da parte dell’asse Iannini-Frattale, di cui fa parte anche l’ex presidente della Camera di commercio dell’Aquila, Lorenzo Santilli, che ha sostenuto la candidatura di Frattale contro quella di Barattelli.

Ad innescare la corsa che si annuncia serrata, l’annuncio di Adolfo Cicchetti, figlio di Filiberto Cicchetti che ha guidato l’Ance nel periodo pre-sisma, una decisione già ventilata nell’autunno scorso, e ufficializzata dal diretto interessato nell’ultima riunione del consiglio dell’Ance. Cicchetti,  battendo lo sfidante Francesco Laurini, surclassato con 184 voti a 19, ha sempre mantenuto, in questi anni di mandato, un profilo basso lavorando lontano dai riflettori. Principi evocati nel motivare la sua rinuncia al secondo mandato.

“Sono stati tre anni molto intensi e impegnativi, ora però, per motivi personali, per poter dedicare più tempo alla mia famiglia e alla mia azienda, ho deciso che farò un passo indietro. Ho pertanto già comunicato che non è mia intenzione proseguire l’esperienza di presidente dell’Ance, dopo la scadenza del mio mandato – ha spiegato ad Abruzzoweb – L’ultimo anno in particolare è stato davvero logorante, a causa dell’emergenza covid-19. Va anche tenuto conto che per indole sono portato alla riservatezza, che non è possibile praticare se fai il presidente dell’Ance. In un Paese dove si registra una corsa ossessiva a ricoprire ruoli di potere, ho deciso insomma di andare  controcorrente. In ogni caso metterò al servizio dell’Ance, che resta la mia famiglia, e della futura governance, tutta l’esperienza e competenze maturate”.

Tornando alla corsa alla presidenza dell’Ance, circolano anche i nomi del giovane Pierluigi Frezza, figlio di Armido Frezza, noto imprenditore che ha ricoperto, in passato, sia l’incarico di presidente provinciale che di quello regionale dell’Ance.

Tra i papabili anche lo stesso Laurini, che ci riproverebbe nonostante il non memorabile risultato portato a casa nella competizione contro Cicchetti. Ma tra gli imprenditori c’è anche chi scommette che alla fine ci potrebbe essere, a sorpresa, una candidatura unica, quella di Iannini: questo dopo il perfezionamento di un percorso di riappacificazione di una associazione non certo coesa in queste settimane. (b.s.)