PESCARA – La Giunta regionale, su proposta del presidente Luciano D’Alfonso, ha conferito incarico difensivo all’avvocatura regionale per la proposizione del ricorso al Tar Lazio per l’annullamento, previa sospensiva, del decredo di compatibilità ambientale numero 67 del 15 aprile del 2015.
Si tratta del decreto con cui il Ministero del’Ambiente ha stabilito la compatibilità ambientale, con prescrizioni, del progetto “Variazione del programma dei lavori nell’ambito della concessione di coltivazione “B.C8.Lf”: attività di perforazione di nuovi pozzi di coltivazione e adeguamento degli impianti esistenti per l’ottimizzazione del recupero di idrocarburi dal giacimento offshore “Rospo Mare”, presentato dalla società Edison Spa e localizzato nel Mare Adriatico, al largo della costa abruzzese-molisana.
Il progetto prevede più precisamente la perforazione di 3 pozzi direzionati e l’eventuale perforazione di un quarto pozzo a partire dalla piattaforma esistente denominata Rsm-b nella concessione mineraria “B.C8.Lf”, al fine di ottimizzare lo sfruttamento del giacimento.
Fossacesia, Rocca San Giovanni, Vasto, San Salvo, San Vito Chietino, Casalbordino, tutti nel frentano, i Comuni abruzzesi interessati. Il campo si trova infatti nell’offshore Adriatico di fronte alla costa, a circa 20 km a est della città di Vasto e, costituito da tre piattaforme petrolifere e una nave di stoccaggio è in produzione dal 1982, estraendo sino a oggi 92 milioni di barili di olio.
I nuovi pozzi fanno parte dell’ampliamento della concessione e sono progettati per restare per almeno due decenni nel mare d’Abruzzo.






