L’AQUILA – “L’allarme per l’arrivo di Amazon in Abruzzo? Arriva quando i buoi sono già scappati…”.
Questo il commento ad AbruzzoWeb di Marco Rizzo, segretario nazionale del Partito comunista, la notizia dell’imminente insediamento del gigante del commercio elettronico Amazon tra San Salvo (Chieti), Val di Sangro e area teramana.
Notizia che ha fatto scattare l’allarme di cui sopra da parte di Confesercenti (“No a favori a gruppi privati, la politica ci dia la possibilità di competere”, le recenti parole del presidente regionale di Confesercenti Abruzzo Daniele Erasmi).
“Quando arriva Amazon, è come se arrivassero le locuste – commenta Rizzo, che sarà in Abruzzo, all’ex cinema di Mosfuco, in provincia di Pescara, lunedì 5 ottobre per il terzo congresso regionale del Partito comunista, e a Roma sabato 10 ottobre in piazza Santi Apostoli per una manifestazione di protesta contro Nato, Ue e governo italiano – Vero, assumeranno qualche migliaio di persone, ma allo stesso tempo questo ‘meccanismo’ porterà alla chiusura di migliaia di attività dall’Abruzzo al resto d’Italia. Parliamo di un gigante dell’e-commerce che nel nostro Paese paga il 3 per cento di tasse, un ‘gigante’ che schianta tutto quello che trova sulla sua strada”.

“Un governo decente – continua l’esponente comunista – farebbe pagare le stesse tasse che pagano i commercianti, invece nulla. Ma non lo farebbe né la destra, né la sinistra, due facce della stessa medaglia”.
Sulla situazione nell’Italia del Covid-19, Rizzo afferma che “C’è un governo, quello Pd-5 stelle, che è davvero ‘sottoposto’ ai grandi poteri economici e finanziari. Intanto, però, arrivano le ‘stangate’ sulle bollette di luce e gas degli italiani, un popolo che viene continuamente massacrato”.
“D’Altra parte – prosegue – guardando al quadro d’insieme, manca totalmente una visione del lavoro. Pensiamo al reddito di cittadinanza, che è giusto come operazione straordinaria per chi vive una grande difficoltà momentanea, ma poi bisogna pensare al lavoro. Non possiamo non pensare alla prospettiva del lavoro, considerando che di lavoro ce ne sarà sempre meno”.
“Quindi – è la ‘ricetta’ di Rizzo – o continuiamo ad arricchire Amazon e compagnia, oppure dividiamo il lavoro che c’è, lavorando meno, lavorando tutti e vivendo meglio. Serve una riduzione generalizzata dell’orario di lavoro, ovviamente a parità di salario. Confindustria non è d’accordo? Bene, vorrà dire che quando le persone saranno licenziate, andranno a mangiare a casa dei ‘signori’ di Confindustria”.
“I dati fanno tremare i polsi – afferma ancora – 90 mila imprese sono in procinto di chiudere, a fine anno finiranno i soldi della cassa integrazione e non ci sarà più il blocco dei licenziamenti. Se non c’è uno Stato che prende in mano il tema del lavoro, cosa facciamo? Aspettiamo che se ne occupi Confindustria che pensa solo agli affari suoi e non certo al benessere del Paese?”.
“Siamo nella situazione assurda in cui Fca prende oltre 6 miliardi di euro in due giorni e a chi è in cassa integrazione e a chi è invalido non arriva nulla. Direi che ce n’è abbastanza per smetterla. Sono convinto che sia ora di cambiare sistema, con la responsabilizzazione di tutte le forze produttive del Paese, dai lavoratori dipendenti del pubblico e del privato, ai lavoratori autonomi, Partite Iva, commercianti, artigiani, cioè la maggioranza della popolazione”, dice quindi il segretario nazionale del Partito comunista.
“C’è bisogno di lavoro – conclude Rizzo – di dare lavoro come prospettiva. In Italia, se pensiamo al solo settore della tutela del territorio, ci sarebbe lavoro per moltissima gente, dagli ingegneri agli operai, passando per gli architetti. È il Paese più bello del mondo, ma se chi ci governa è sottomesso ai grandi poteri economici e finanziari come ad esempio quelli dell’Unione europea”.
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https://www.abruzzoweb.it/staging3/amazon-prossima-apertura-in-abruzzo-no-a-favori-gruppi-privati-politica-ci-dia-possibilita-di-competere/






