L’AQUILA – La Regione Abruzzo ha formalizzato ieri la richiesto dello stato di emergenza di tipo ‘C’ al Governo, dopo le alluvioni che hanno copito le zone costiere la scorsa settimana. 

“Ci auguriamo che questa volta il Governo non bari come con l’emergenza neve, quando invitò enti locali e Regioni a presentare la stima dei danni e sul tavolo delle amministrazioni delle aree colpite arrivarono pochi milioni di euro – ha affermato il presidente della Regione, Gianni Chiodi –  I danni non sono ancora quantificabili, le Province e i Comuni ci inveranno le documentazioni, dopo le ricognizioni”. 
 
Chiodi e l’assessore alla Protezione civile Gianfranco Giuliante hanno sottolineato che la dichiarazione di emergenza porta con sé una serie di problemi di tenuta dei conti nei bilanci di Comuni e Province.
 
Su questo punto il presidente è stato categorico: “Sarà indispensabile una deroga al patto di stabilità, se veramente si vuole permettere agli enti locali di operare per ristabilire le condizioni di sicurezza. Di questo se n’è già discusso in sede di conferenza delle Regioni. 
 
Sull’emergenza che sta investendo la Sardegna, dopo l’alluvione delle ultime ore che ha provocato 18 morti, Chiodi e Giuliante hanno annunciato che L’Abruzzo ha messo a disposizione della Protezione civile nazionale mezzi e risorse umane per ogni evenienza.
 
“E’ il caso di ricordare – ha detto Giuliante – che quella della Sardegna è catalogata come ‘emergenza C’ e dunque gestita direttamente dalla Protezione civile nazionale. Abbiamo messo a disposizione di Gabrielli 8 idrovore, 1 torre faro, 1 cucina da campo, 2 gommoni per 20 posti, di cui uno utilizzabile per trasporto barelle, 1 tenda per allestimento mensa e 80 volontari pronti a partire per la Sardegna”.