L’AQUILA – Un urlo potente e all’unisono, un “lo giuro” forte chiaro è stato dei momenti più emozionanti del giuramento dei 400 allievi marescialli dell’86° corso “Berane II, della scuola ispettori e soprintendenti della Guardia di Finanza dell’Aquila, evento che quest’anno ha avuto come teatro d’eccezione il prato antistante alla basilica di Collemaggio, e non come sempre il piazza d’armi della caserma di Coppito,  davanti a 5mila persone, in buona parte familiari degli allievi.

Il giuramento degli allievi del primo anno è avvenuto al termine di una suggestiva parata militare degli ottocento allievi della scuola, che hanno sfiato tra gli applausi del pubblico, accompagnati dalla musica della banda della Guardia di Finanza.

Gli allievi sono stati poi passati in rassegna dal comandante generale della Guardia di Finanza, il generale Saverio Capolupo, dal generale Ispettore per gli Istituti di istruzione della Guardia di Finanza Giorgio Toschi. A proferire il tradizionale formula di giuramento il generale Michele Carbone, comandante della scuola. 

Presente sul palco delle autorità, anche il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, i parlamentari Paola Pelino, Forza Italia, e Stefania Pezzopane, Partito Democratico, il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente.

Ha testimoniato ai futuri finanzieri la sua esemplare esperienza, il caporal maggiore Andrea Adorno, insignito nel novembre del 2014 della medaglia d’oro al valore militare e che si è distinto per le azioni in Afghanistan.

“Oggi qui a Collemaggio e qui a L’Aquila – ha commentato il generale Capolupo – è tutto particolare e commuovente. A questa operosa comunità aquilana ci sentiamo molto legati. Straordinaria poi la partecipazione delle famiglie degli allievi, vedere questi ragazzi che giurano e che hanno intrapreso una strada difficile, hanno scelto di schierarsi dalla parte degli onesti”.

Capolupo ha poi aggiunto che “il consiglio che mi sento di dare agli allievi è che nella vita si arriva ad un bivio l’importante è che si scelga sempre la strada giusta, quella della morale della correttezza della trasparenza, quella del senso delle istituzioni”. (f.t.)

CAPOLUPO: ”SU IMMIGRAZIONE CLANDESTINA SFORZI ENORMI PER SALVARE VITE”,

Il comandannte generale Capolupo non si è poi sottratto a domande su temi di scottante attualità, il dramma degli sbarchi clandestini e della lotta all’evasione e alla corruzione, in cui la Guardia di finanza è in prima fila.

“Non spetta a me – spiega Capolupo – dare valutazioni politiche sula questione degli sbarchi, le lascio ai governi. Dico solo che stiamo sopportando sacrifici davvero enormi”.

“Noi siamo sul mare da 200 anni –  aggiunge il comandante – facciamo il lavoro con dedizione e trasparenza, in stretta sinergia con altri attori istituzionali. anche ieri grosso sbarco  abbiamo salvato un centinaio di persone, senza cercare gloria. Facciamo una cosa in cui crediamo, non c’è nulla di più importante che salvare vite umane”.

Sulla lotta all’evasione e corruzione Capolupo osserva poi “che non è vero che in questo Paese sono tutti evasori. C’è evasione e la combattiamo con grossa intensità e grossa efficienza, ma ricordiamoci anche di coloro che lavorano onestamente e che contribuiscono alle casse dello Stato”.
Infine l’invito a non amplificare la percezione del fenomeno pur grave della corruzione.

“In Italia – ha spiegato Capolupo – c’è corruzione è pacifico, non lo scopriamo oggi. Abbiamo appena costituito una struttura dedicata per contrastare il fenomeno, Ma anche qui va detto che fa più notizia il caso della corruzione e non i 99 che lavorano onestamente in silenzio. C’è una tendenza ad amplificare , attenti ai dati on confermati dalla realtà”.