L’AQUILA – A soli due giorni dalla tragica scomparsa di Aurora Valenti, la 22enne siciliana morta dopo essere precipitata dal terzo piano della scuola della Guardia di finanza all’Aquila, esplode il caso politico.

Ad accendere i riflettori su una vicenda sulla quale si continua ad indagare, che ha gettato nello sconforto l’intera comunità, imponendo una riflessione a livello nazionale, è stata la sentarice di Avs, con un lungo post su Facebook, parlando di “scuola degli orrori”.

“Stanotte a L’Aquila è morta una ragazza di 22 anni che stava frequentando la Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza di Coppito. È caduta dalla finestra della sua stanza al terzo piano. Di quello che è successo sappiamo ancora poco, ma ci sono indagini in corso.
Quello che sappiamo invece, e che denunciamo da anni, è che da quella scuola sono arrivate numerose segnalazioni per fatti molto gravi”, scrive Cucchi.

“Il primo aprile del 2025 – ricorda – ho presentato la prima interrogazione, dopo aver ricevuto le prime segnalazioni dal Sindacato Finanzieri Democratici. Mi segnalavano vessazioni fisiche e psicologiche, privazione del sonno, docce fredde, un solo bicchiere d’acqua al giorno e l’impossibilità di curare l’igiene personale in modi e tempi umanamente civili. Nelle settimane precedenti era avvenuto anche un tentativo di suicidio, e prima ancora una denuncia per violenza sessuale su un’allieva”.

“Un’altra allieva denunciava ‘regole da campo di concentramento’, il divieto di guardarsi negli occhi tra compagni, il dover marciare con il ciclo senza la possibilità di andare in bagno, finché il sangue non le scorreva sugli scarponi. Ho chiesto, allora, se i ministri competenti fossero a conoscenza di queste condizioni e quali verifiche intendessero avviare. Silenzio”.

“Un mese e mezzo fa, il 9 giugno – aggiunge -, sono tornata a chiedere conto, dopo la segnalazione della punizione di un allievo maresciallo: 250 giorni in un solo anno, durante i quali gli era impedito svolgere attività fisica o attività che tutelassero il suo benessere psicofisico. Ho chiesto anche i dati ufficiali su sanzioni e abbandoni degli ultimi dieci anni, e se il Governo intendesse rivedere quel modello alla luce della dignità della persona sancita dalla Costituzione. Nessuna delle mie domande ha avuto risposta”.

“Oggi una famiglia piange una figlia di 22 anni che non c’è più, e che forse si sarebbe potuta salvare se le segnalazioni fatte avessero avuto seguito e non ci fosse stata totale indifferenza. Pretendiamo di sapere cosa succede dentro quella scuola e lo pretendiamo in tempi rapidi”, conclude Cucchi.

Una riflessione a cui poi è seguito un attacco da parte del senatore aquilano di Fratelli d’Italia Guido Liris: “Trovo gravissimo che una senatrice della Repubblica si permetta di pronunciare parole e accuse diffamatorie nei confronti della Guardia di Finanza dell’Aquila senza conoscere minimamente i fatti e mentre la magistratura sta ancora svolgendo il proprio lavoro. È un comportamento irresponsabile e indegno di chi rappresenta le istituzioni dello Stato. Chi ricopre un ruolo pubblico ha il dovere della prudenza, del rispetto e della verità, non quello di alimentare processi mediatici e speculare su una tragedia umana per inseguire qualche titolo di giornale o qualche consenso facile”.

“Parlo da Senatore della Repubblica, ma soprattutto da Senatore aquilano e da rappresentante di una comunità che conosce profondamente il valore della Guardia di Finanza e della sua Scuola – aggiunge – Per questo considero inaccettabile che si infanghi un’istituzione dello Stato senza uno straccio di elemento accertato e senza il minimo rispetto per le persone coinvolte. In momenti come questi servono equilibrio, senso delle istituzioni e rispetto per il lavoro della magistratura, non slogan ideologici o sentenze pronunciate davanti ai microfoni”.

“Definire quella dell’Aquila una ‘scuola degli orrori’, mentre sono ancora in corso le indagini della magistratura e senza conoscere minimamente i fatti, significa pronunciare una sentenza preventiva che non rende giustizia né alla ricerca della verità né al rispetto dovuto alle persone coinvolte. In uno Stato di diritto non si costruiscono processi sui social né si emettono condanne sulla base di suggestioni o pregiudizi, molto spesso ideologici”.

“La magistratura – prosegue Liris – sta svolgendo il proprio lavoro con il massimo rigore e avrà il compito di accertare ogni responsabilità, qualora ve ne siano. Fino ad allora, chi ricopre incarichi istituzionali dovrebbe avere il senso della misura, evitare strumentalizzazioni e contribuire ad abbassare i toni, non ad alimentare tensioni o a ricercare visibilità su una tragedia umana”.

“La Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza dell’Aquila rappresenta da decenni un’eccellenza nazionale nella formazione degli appartenenti al Corpo. È un’istituzione profondamente radicata nella nostra città, che ha costruito negli anni un rapporto di straordinaria vicinanza con la comunità aquilana e abruzzese. Lo ha dimostrato in maniera esemplare anche dopo il terremoto del 2009, quando la Scuola fu un imprescindibile riferimento istituzionale e logistico per la gestione dell’emergenza, quando donne e uomini della Guardia di Finanza furono tra i protagonisti del soccorso, dell’assistenza e della rinascita della nostra terra. Per questo la Scuola merita rispetto e non accuse indiscriminate che rischiano di colpire migliaia di servitori dello Stato che ogni giorno operano con disciplina, onore e spirito di servizio”.

“A titolo personale, di Senatore della Repubblica e anche di Dirigente di Fratelli d’Italia rinnovo il più sincero sentimento di cordoglio alla famiglia di Aurora Valenti, alla quale va tutta la più forte vicinanza in un dolore che nessuna parola potrà alleviare. Esprimo inoltre la piena solidarietà alla Guardia di Finanza, ai suoi allievi, ai docenti, ai comandanti e a tutto il personale della Scuola dell’Aquila, profondamente colpiti da questa tragedia. Oggi è il tempo del rispetto, della verità e del silenzio. Le responsabilità, se ci saranno, saranno accertate nelle sedi competenti. Tutto il resto appartiene soltanto alla peggiore forma di sciacallaggio politico”, conclude Liris.