L’AQUILA – Allevatori e agricoltori in rivolta e pronti ad assediare il Consiglio regionale che dovrà approvare il bilancio di previsione per il 2017, per chiedere i risarcimenti ai danni subiti dalla fauna selvatica.
Ad annunciarlo Confagricoltura L’Aquila e Cia Abruzzo che chiedono anche un incontro al presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso allargato agli assessori all’Agricoltura Dino Pepe, al Bilancio Silvio Paolucci e ai Parchi Donato Di Matteo e con il presidente della Terza commissione Consiliare Lorenzo Berardinetti, “per aver modo di illustrate i punti tuttora critici relativi alla gestione del territorio nella nostra regione e, in particolare, del rapporto tra attività agricole e presenza, spropositata, di fauna selvatica”.
Gli agricoltori chiedono di prevedere nel bilancio della Regione Abruzzo per l’esercizio 2017 delle risorse necessarie alla piena copertura degli indennizzi vantati dagli agricoltori per i danni subiti da fauna selvatica nel periodo 2010/2015 così da poter consentire la chiusura dei rapporti con le Amministrazioni Provinciali.
Inontre chiedono la convocazione di un’apposita conferenza dei servizi “per dirimere e decidere sulla questione dei risarcimenti di danni da fauna selvatica nel regime del “de minimis” alla luce sia della sentenza del Tar delle Marche 754 del 2015 che della decisione della Commissione Europea del 13 giugno del 2015 tanto per le aree ricadenti in zone protette che per quelle in tali aree non ricadono coinvolgendo attivamente gli enti Parco in una gestione complessiva del nostro territorio”.
E ancora tra le richieste ci sono la necessità di “verificare lo stato dell’arte dell’iter di modifica al regolamento della Regione Abruzzo sulla gestione degli ungulati”, e la programmazione di “una radicale modifica alle leggi regionali in materia venatoria anche prevedendo una maggiore responsabilizzazione degli Ambiti territoriali di caccia, relativamente alle attività di monitoraggio, controllo e gestione della fauna selvatica al fine di ridurre al minimo i danni alle coltivazioni ed agli allevamenti”.





