L’AQUILA – “Il ministro ha detto che in Italia ci sono parecchi aeroporti non utili e costosi per la comunità. Immagino che sul caso dell’Aquila non abbia valutato che non c’è nessuna spesa in questo senso”.
Giuseppe Musarella, amministratore unico della Xpress (la società che ha in gestione l’aeroporto di Preturo) sembra voler ‘ammorbidire’ le dichiarazioni dell ministro per le Infrastrutture e i trasporti, Maurizio Lupi, che durante una trasmissione televisivaha detto in sostanza che sarebbe stato meglio che lo scalo aquilano non fosse mai nato.
“Le informazioni che possono arrivare non sono sempre chiare e trasparenti – spiega – Ci sono servizi come l’antincendio e la torre di controllo che paghiamo noi, a differenza di altri scali”.
Per Musarella, a differenza di quanto detto da Lupi, l’utilità dello scalo di Preturo “c’è ed è stata stabilita dalla comunità e dal territorio”.
In relazione alle ultime polemiche sorte in seguito alle dichiarazioni di Confindustria L’Aquila, che ha parlato di “cattedrale nel deserto” e di un luogo che “si chiama aeroporto ma invece si legge area fiera, area polivalente, e/o centro commerciale”, l’amministratore della Xpress replica: “La nostra è un’attività sia di aviation sia di non aviation. Se riusciamo a fare cassa anche con altre attività significa che siamo bravi. Non inventiamo nulla: ci sono aeroporti come quello di Miami che ha una vocazione fieristica e L’Aquila si presta a questo. Tra l’altro la nostra strategia è stata già stata ampiamente condivisa con il Comune, proprietario dell’aeroporto”.
In merito alla provocazione lanciata dal sindaco, Massimo Cialente, sull’indizione di un referendum popolare per testare la volontà delle persone sullo scalo, Musarella spiega: “ho parlato con il sindaco, deve essere il territorio a decidere. Noi invitiamo le istituzioni a dialogare”.
Sull’inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica proprio sull’aeroporto, afferma di non avere “nessuna informazione, sembrerebbe non riguardi la nostra gestione”.





