L’AQUILA – All’Aeroporto dei Parchi dell’Aquila non atterrano né decollano ormai da mesi aerei di nessun genere, ma “tutto va ben, madama la marchesa”: non ci sono le condizioni per la revoca della convenzione ventennale da 600 mila euro nei primi 3 anni con l’attuale gestore, la società calabrese Xpress.
Ad affermarlo, dopo un attento studio sulle carte e le situazioni è il dirigente del settore Avvocatura comunale, Domenico De Nardis, in risposta alla sollecitazione giunta dalla conferenza dei capigruppo con l’approvazione all’unanimità di un ordine del giorno del consigliere Ettore Di Cesare (Appello per L’Aquila che vogliamo) che chiedeva di verificare se ci fossero le condizioni per tagliare i ponti con Xpress.
Macché. “Non emergono situazioni tali da poter consentire o suggerire l’adozione, allo stato, di misure amministrative in tema di revoca della concessione”, sentenzia De Nardis, anche se, avvisa, sussiste “l’esigenza di verificare con assiduità il rispetto dei patti”.
Nel frattempo, se a qualcuno fosse sfuggito, lo scalo “privato”, secondo quanto affermato dal sindaco, Massimo Cialente, eppure finanziato spesso e volentieri con fondi pubblici, resta chiuso a tutto il traffico generale e commerciale fino alle 23.59 del prossimo 6 marzo.
Sono tre i punti su cui si è svolta l’analisi dell’avvocato comunale.
In primis, il rispetto da parte di Xpress degli obblighi, previsti dalla convenzione, di attivare almeno un volo di linea e un volo stagionale, con la previsione di passeggeri rispettivamente di 12-44 mila e 3.600-12 mila all’anno, clamorosamente disattesa.
Eppure, secondo il rapporto, “non vi è evidenza, dall’esame dei dati forniti, di una situazione di colposo inadempimento o negligente adempimento del concessionario in ordine all’attivazione di voli di linea da e per Milano”.
E De Nardis riscontra, inoltre, “diverse e articolate attività attuative dell’impegno, pur se non coronate da un adeguato ritorno economico”.
Punto secondo, la validità della polizza fideiussoria allegata dalla Xpress alla convenzione, visto che la finanziaria che l’ha rilasciata, la Creocapital Spa, si trova, a oggi, in liquidazione volontaria.
Uno stato, quest’ultimo, che sebbene non sia certo indice di salute, per l’avvocato “non implica” che la finanziaria versi anche “in stato di insolvenza o decozione prefallimentare”.
Di qui la valutazione della fideiussione che viene ritenuta “formalmente ancor oggi attiva” anche se, ammonisce il legale, “prudenza e avvedutezza” devono suggerire di “richiedere alla medesima concessionaria di sostituire la garanzia con un’altra”.
Infine, la capigruppo voleva sapere la posizione della concessionaria a seguito della scoperta, nell’ambito delle numerose inchieste giudiziarie che hanno coinvolto lo scalo, di una discarica abusiva di macerie del terremoto non smaltite ad hoc.
A De Nardis, però, la vicenda giudiziaria “non sembra ancora esattamente definita nei suoi punti di fatto”. Pur spiegando che questo non significherà attendere la fine del processo, il dirigente dell’Avvocatura chiede tempo per “acquisire una dettagliata conoscenza dell’episodio e di ogni circostanza pertinente”.
Nel frattempo, i soldi pubblici continuano a uscire e le piste continuano a rimanere deserte.






