L’AQUILA – I cieli e le vette del Gran Sasso sono stati in questi giorni lo scenario operativo della IV esercitazione internazionale di soccorso aereo Sar – Search and Rescue ‘’Grifone 2013’’ dell’Aeronautica Militare, iniziata il 16 settembre e conclusa oggi con una dimostrazione di salvataggio aereo all’aeroporto “Giuliana Tamburro” di Preturo (L’Aquila), base delle operazioni. 

Una maxi esercitazione, sotto lo sguardo attento di osservatori provenienti dalla Giordania e dalla Macedonia, che ha visto la sinergia di Esercito, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale e Polizia e del Corpo nazionale soccorso alpino, oltre alla collaborazione di Croce Rossa, 118, e volontari della protezione civile.
 
Un totale di 400 uomini, fra equipaggi di volo e unità terrestri di supporto, messi sul campo nell’attività integrata di simulazione di ricerca e soccorso che ha raggiunto un totale di 64 ore di volo in due giorni di esercitazioni notturne e diurne. 
 
Dodici i velivoli impiegati, 6 elicotteri e 6 aerei tra i quali l’HH 139 recentemente acquisito dall’Aeronautica e il Predator MQ9, fiore all’occhiello dell’esercitazione: pilotato da personale a terra, è in grado di mantenersi sul punto di Operazione fino a 12 ore. 
 
‘’Il Predator ha dei sensori di bordo che tramite un sistema integrato di immagini a infrarossi e ottiche tradizionali riescono a dare interpretazione di ciò sulla zona interessata – ha spiegato Giovanni Franchini, colonnello pilota, direttore dell’esercitazione – Viene impiegato dall’Aeronautica per missioni di intelligence, sorveglianza, ricognizione e ed acquisizione di obiettivi’’. 
 
Oltre alle simulazioni di salvataggio, sono state effettuate quelle di intervento sulle persone recuperate, nel posto medico avanzato gestito da personale militare e civile della Croce Rossa e del 118. 
 
‘’Abbiamo raggiunto numeri importanti grazie soprattutto alla collaborazione e all’attività integrata di tutte le organizzazioni presenti – ha sottolineato il colonnello – Questo a dimostrazione che i meccanismi di cooperazione funzionano come dovrebbero anche con i nostri colleghi francesi e spagnoli del Rescue Coordination Center, che lavorano con noi da molti anni’’. Marianna Galeota