L’AQUILA – Far comprendere alla cittadinanza aquilana e non solo l’importanza economica e turistica dell’evento.
Manca poco meno di un anno alla Adunata nazionale degli Alpini, all’Aquila nei giorni 15, 16 e 17 maggio del 2015, ‘culmine’ di un mese di iniziative legate a uno degli eventi più importanti della storia del capoluogo abruzzese.
E il comitato organizzatore continua senza sosta a lavorare per far sì che la città e l’intera regione siano pronte per un evento di portata storica che “avrà un enorme impatto non soltanto economico”, come spiega Carlo Frutti, coordinatore di Aspettando L’Aquila 2015 e segretario del Comitato organizzatore Adunata L’Aquila 2015.
“Dopo la fase di candidatura e di preparazione che abbiamo seguito per tre anni – le parole di Frutti ad AbruzzoWeb – per arrivare a questo obiettivo lavorando con Aspettando L’Aquila 2015, adesso il testimone è passato, da un punto di vista organizzivo, ‘fisico’, al Comitato organizzatore dell’Adunata”.
Aspettando L’Aquila 2015, continua Frutti, “si occupa di promozione sul territorio. Cittadinanza, amministratori e imprenditori devono capire l’importanza dell’evento più grande della storia della città. È una grande opportunità di ripresa dello sviluppo economico, specie per i piccoli imprenditori e per gli artigiani”.
Le cifre sono alte, si parla di una caduta sul territorio regionale che si aggira intorno ai 120 milioni di euro, 70 milioni per L’Aquila e il territorio limitrofo, ‘cuore’ di un’adunata che ‘tirerà’ da queste parti 500 mila, 600 mila persone.
“Ma non c’è solo l’impatto economico – precisa Frutti – non è soltanto un’occasione per mettere in vetrina le eccellenze di queste territorio. Deve essere anche un’occasione per far conoscere al mondo non soltanto alpino le altre eccellenze del territorio, dal Laboratorio nazionale di Fisica nucleare, agli enti culturali, alle eccellenze enogastronomiche e ambientali”.
“Credo sia il caso di affrontare questo evento con entusiasmo, anche se mi rendo conto che il messaggio non è stato ancora recepito. Adesso tocca alla città saper cogliere una grande occasione per L’Aquila e per il territorio”.
L’Adunata, inoltre, porta in ‘dono’ la necessità di mettere a regime vecchie e nuove strutture, “per garantire servizi adatti a un grande evento turistico”.
Sperando, dice Frutti, “che ci sia la partecipazione massiccia dei giovani, vorremmo che il messaggio degli alpini arrivasse a loro. Noi lo porteremo fin dentro le scuole, cercando di coinvolgere tutti. Gli alpini hanno già fatto molto per L’Aquila terremotata, l’Abruzzo interno è terra di alpini, ci sono tutti i presupposti per fare qualcosa di eccezionale”.
Dal punto di vista dell’impatto ambientale, inteso come rifiuti e ‘affini, Frutti assicura: “Parliamo di alpini, la città la lasceranno più pulita di prima come fu per Pescara anni fa, quando tutti si preoccupavano, nella prima e fino allora unica adunata nazionale organizzata in Abruzzo”.






