L’AQUILA – “Sarebbe bello legare l’Adunata numero 99 alla nostra città. La cosa importante è che per 11 anni non si stia fermi. L’Aquila ha dimostrato di poter ospitare grandi eventi , nonostante tutti credevano il contrario”.
C’è tempo per pensare al 2026, secondo Carlo Frutti del comitato Aspettando L’Aquila 2015, in relazione alla proposta di un’Adunata “bis” fatta dal vice presidente della Regione, Giovanni Lolli.
Il punto secondo Frutti è questo: L’Aquila ha funzionato e può funzionare per qualsiasi grande evento che arrivi a coinvolgere centinaia di migliaia di persone.
“Le sedi delle adunate le sceglie l’Ana in base a diversi criteri – spiega – Ci sono casi di città che hanno ospitato parecchie edizioni, è una cosa che si può fare. Ma adesso concentriamoci sul successo aquilano e su quello che sta a significare”.
Per Frutti “questa città deve farsi conoscere in Italia e nel mondo per i grandi eventi che si possono fare: abbiamo capito che sul territorio ci sono le potenzialità e non ci dobbiamo sentirci inferiori a nessuno, anzi . Nonostante in molti, tra cui tanti alpini, non credessero nella riuscita dell’evento, è andata meglio che in altre città. E qui c’è stato un terremoto”.
“Il mio plauso – prosegue -va a tutta la macchina organizzativa, dalle istituzioni agli operatori, dal Coa fino alla sezione Ana Abruzzi che ha lavorato in maniera impeccabile con migliaia di volontari. Vorrei ringraziare anche la polizia municipale di Roma: ho incontrato qualcuno di loro e quando li ho ringraziati mi hanno detto che sono venuti senza farsi pagare straordinario e trasferta”.
L’edizione è stata caratterizzata, in minima parte rispetto ai successi, anche da qualche polemica: dal mancato coinvolgimento, secondo alcuni, delle aziende del territorio nelle forniture dell’evento, alle speculazioni dei commercianti con la lievitazione dei prezzi di cibi e bevande.
“In tutte le cose si può fare meglio – aggiunge Frutti – ma la sintesi finale è che si è fatto il meglio che si potesse. Il coinvolgimento degli operatori locali poteva essere completo ma questo è dipeso dal fatto che si è creduto alla manifestazione solo nell’ultimo periodo. La macchina è complessa e qualche sbavatura ci può stare”.
“Le polemiche – conclude – sono da mettere da parte perché sono state superate dagli eventi”.






