L’AQUILA – “È mancato un gesto di solidarietà da parte del Consiglio nazionale dell’Associazione nazionale alpini, che non ha voluto dare all’Aquila un’occasione di rilancio dopo il terremoto”.
Brucia ancora, e molto, la bocciatura della città per l’adunata nazionale degli alpini del 2014.
Le parole sono quelle di Carlo Frutti, coordinatore del Comitato promotore dell’adunata, che questa mattina in conferenza stampa ha voluto togliersi qualche sassolino dalla scarpa riguardo la vittoria della città di Pordenone, che ospiterà l’evento come deciso dal Consiglio nazionale con 13 voti contro 7.
Secondo Frutti “ci sono state pressioni da parte del tessuto economico locale e giochi all’interno della stessa associazione” che hanno portato a preferire la città friulana.
“Gli alpini di tutta Italia volevano tornare in Abruzzo – ha detto – dopo tanti anni dall’adunata di Pescara. Il Consiglio non ha voluto ascoltare questo grido”.
Un evento importante soprattutto dal punto di vista del rilancio economico del territorio dopo il sisma. Come ha ricordato anche il presidente della sezione Abruzzi dell’Ana, Giovanni Natale, avrebbe portato nel capoluogo abruzzese circa 500 mila alpini e un indotto di 60 milioni di euro.
Un’occasione d’oro per L’Aquila che però è già pronta a riprovarci: “Ci candideremo per il 2015”, ha annunciato Natali, forte anche del consenso ricevuto in sede di Consiglio dopo la sua relazione: “Le nostre motivazioni hanno colpito – ha detto, guardando il ‘bicchiere mezzo pieno’ – come dimostrano i 7 voti presi su un Consiglio composto da 24 membri”.
“A questo punto – ha aggiunto Frutti – speriamo che nessuna sezione si candidi contro L’Aquila. Sarebbe un ulteriore schiaffo per la nostra città”.
Presente all’incontro con la stampa anche Maurizio Capri, consigliere comunale nonché alpino in congedo. Elisa Marulli






