L’AQUILA – È di nuovo caos all’interno del Consiglio d’amministrazione dell’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu), già lacerato da contrasti dopo il reintegro del direttore, Luca Valente.

I consiglieri Cesidio Chiarilli e Tonio De Amicis hanno consegnato una lettera di dimissioni al presidente Francesco D’Ascanio, che adesso dovrà decidere se accettarle o meno.

Proprio nel pomeriggio di oggi il Consiglio si riunirà “e valuteremo le determinazioni da assumere, se prendere atto delle dimissioni o rigettarle invitando i colleghi a riconsiderare le loro posizioni”, spiega D’Ascanio.

Le motivazioni riportate sulla lettera parlano di “problematiche di natura personale e rispetto al clima che si è venuto a creare”, spiega il presidente, che non vuole sbilanciarsi molto.

I problemi, comunque, sono quelli già noti, con i contrasti tra due fazioni in seno all’azienda e lo scontro in particolare tra il cda e il direttore Valente, reintegrato dal giudice del lavoro dopo due anni in cui era stato rimosso dal ruolo in quanto considerato in esubero.

“Inviterò i consiglieri a garantire ancora il loro apporto – preannuncia D’Ascanio – stasera vedremo se ci sono i margini per ricucire il rapporto con la struttura”.

La richiesta di dimissioni dei due non è stata una sorpresa per il presidente: “L’ingener De Amicis aveva già manifestato il suo stato di disagio”, spiega.

Per D’Ascanio la mossa potrebbe essere anche un “segnale politico per stimolare l’attenzione da parte della Giunta sulle questioni organizzative dell’azienda”.

Poco comunque cambierà se i due consiglieri dovessero lasciare il cda: “non succede nulla visto che siamo in regime di prorogatio, siamo decaduti e la nuova amministrazione sta già provvedendo per rinnovo degli organi”.

La riunione di oggi sarà importante anche perché si dovrà discutere dell’approvazione della variazione del bilancio 2014, del bilancio di previsione e della rimodulazione della legge regionale 41 del 2011.

Molti i problemi da risolvere, tra questi quello della “scadenza del servizio mense con non avendo certezza della disponibilità della Campommizzi”, conclude D’Ascanio.