L’AQUILA – “È stato il mio Presidente. Di ritorno da una triangolare in Francia con la nazionale italiana, mi arriva la notizia che Pietro aveva fatto il mio nome alle Fiamme Azzurre per essere il duecentista di punta della costituenda sezione dell’atletica leggera. Era il 1986 e poco prima avevo percorso i 200mt in 20” e 9. Pietro si era appena ritirato dalle attività agonistiche ed era stato subito nominato Presidente del costituendo gruppo sportivo militare. Per me, giovane velocista che aveva iniziato l’attività agonistica da soli tre anni era un primo riconoscimento del lavoro fatto fino a quel momento”.
Queste le parole in ricordo dell’indimenticabile ‘Freccia del Sud’ Pietro Mennea firmate dal podista aquilano Fabio Andreassi.
“A lui devo il primo salto di qualità che mi ha consentito di far parte per molti anni di un gruppo sportivo straordinario – scrive Andreassi – che da subito si è imposto in campo nazionale come una delle società di punta. Grazie a lui è a quella sua prima scelta, ho potuto vivere delle esperienze uniche, conoscere e gareggiare con atleti straordinari, da Stefano Tilli a Pierfrancesco Pavoni, da Carlo Simionato a Madonia”.
“Lo ricordo a bordo pista – ricorda l’aquilano – a incitarmi e a darmi suggerimenti su come affrontare la gara in prima corsia quando, nel meeting internazionale di Rieti, partecipai alla serie finale dei 200 mt percorrendoli in 21”22. Mai avrei pensato che solo dopo pochi mesi Pietro lasciava il ruolo di mio presidente per riprendere ad allenarsi e gareggiare in funzione delle Olimpiadi di Seoul. E così me lo ritrovai in pista, un gigante che ogni qual volta lo incontravi si interessava dei miei allenamenti. Dopo pochi anni lasciai l’atletica e da allora non ci siano più visti”.
“Ora sono a Genova per relazionare in un convegno sulla L’Aquila post-terremoto – conclude Andreassi – e non potrò andare al suo funerale, e questo mi pesa molto. Ma sarà sempre il mio presidente. Ciao Pietro”.





