PESCARA – L’Aquila e Pescara perdono nei tubi rispettivamente il 68 per cento e il 55 per cento di acqua, percentuali di gran lunga superiori alla media italiana (33 per cento), dove il costo per la risorsa idrica “sprecata” è pari “a 3,7 miliardi di euro ogni anno”. 

È quanto emerge dal nuovo rapporto dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva sul 2013.

“In Abruzzo, la media dell’acqua dispersa – commentano al Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua – supera il 40 per cento. Ci sono zone, come la Marsica, in cui la differenza fra distribuito e fatturato raggiunge picchi dell’80 per cento ed esistono ancora territori senza contatori”. 

“La vera opera pubblica in Italia non sono la Tav o gli F35 – sottolineano al Forum Acqua – ma sono le reti idriche e i depuratori, che consentirebbero di migliorare la qualità della vita, con risvolti anche dal punto di vista turistico. Bisogna rimettere subito mano alle reti idriche, in molti casi risalenti al dopoguerra”.