AVEZZANO – Una diffida da parte della società Norda Spa contro il Comune di Canistro (L’Aquila) e la Regione Abruzzo, a causa degli inattesi ostacoli per la realizzazione del nuovo stabilimento per imbottigliare l’acqua di Canistro, e per l’ottenimento della concessione definitiva delle sorgenti di acqua minerale Sant’Antonio Sponga.
La notizia la conferma ad AbruzzoWeb Bruno Ricci, tecnico molto attivo sul fronte dell’intricata vicenda delle acque minerali e considerato vicino al Movimento 5 stelle.
“A Canistro non si parla d’altro, e questo crea molta preoccupazione, assieme ai ritardi clamorosi che sia accumulano”, commenta. Contattato da questo giornale, il sindaco di Canistro, Angelo Di Paolo, si limita invece ad affermare che “a me non risulta, non c’è nulla di ufficiale”.
La Norda spa, società dei fratelli Pessina, editrice del quotidiano l’Unità, e già titolare acqua Gaudianello e Sangemini, aveva ottenuto la concessione provvisoria per imbottigliare l’acqua di Canistro nel marzo 2017, accolta come la salvatrice della patria, a seguito della revoca della concessione alla Santa Croce di Camillo Colella, che da quel momento ha scatenato una forte battaglia legale.
La revoca della concessione, senza la garanzia di continuità produttiva, ha fatto sì che la preziosa acqua minerale si riversi da 2 anni inutilizzata nel fiume Liri, con 75 addetti licenziati e con ammortizzatori sociali ormai prossimi alla scadenza.
Per la Norda, comunque, sono cominciati subito i problemi. La Regione ha infatti preteso come condizione per dare l’ok alla concessione definitiva, una procedura di Valutazione di impatto ambientale, (Via) mentre la società, ricorrendo anche al Tribunale amministrativo regionale, insiste nel sostenere che basti l’iter semplificato della Verifica di assoggettabilità (Va).
C’è poi il problema dell’acquisizione dei terreni dove realizzare il nuovo stabilimento, con un investimento notevole, di circa 20 milioni di euro, visto che quello esistente è di proprietà della Santa Croce, che non ha alcuna intenzione di vendere o affittare.
La Norda dovrebbe a breve consegnare un progetto dettagliato dello stabilimento da circa 43 mila metri quadrati, da costruire in una zona tra i comuni di Canistro e Civitella Roveto.
Le due amministrazioni dovranno, poi, stipulare all’accordo di programma che prevede la cessione dei terreni da parte del comune di Civitella a quello di Canistro, che poi li potrà trasformare in terreni industriali.
Appezzamenti privati, che andranno poi espropriati, se non si troverà un accordo sul prezzo, e alcuni dei proprietari, incontrati in autunno dalla Norda, stanno chiedendo somme ritenute fuori mercato, o per i quali non si individua il titolare.
“Noi siamo pronti per l’accordo di programma, e per fare tutti i passaggi successivi – conferma il sindaco Di Paolo – e siamo consapevoli che il tempo stringe, e ci serve determinazione da parte di tutti. Lo dobbiamo ai nostri lavoratori, e a tutto il territorio”.
Certo è che, oramai, i tempi sono destinati ad allungarsi, anche oltre delle più pessimistiche delle previsioni.
Da qui il crescente nervosismo da parte anche della Norda, in uno scenario reso ancora più incerto dalla Santa Croce, che nella sua battaglia legale a tutto campo contesta al Tar anche il fatto che la Norda non ha presentato nei termini di legge la Via, entro 60 giorni, previsto dalla legge e dal bando, e chiede pertanto la revoca della concessione provvisoria.
“Ritengo inevitabile e comprensibile che la Norda ora cerchi ora di auto-tutelare i suoi interessi – spiega Ricci – di mettere le mani avanti, relativamente a questa situazione. Del resto la Norda ha vinto un bando dove non era prevista la disponibilità di uno stabilimento, o terreni in piena regola dal punto di vista urbanistico, per realizzarne un altro. Aveva avuto solo ampie rassicurazioni che non ci sarebbero stati problemi da questo punto di vista. Ma questo non è avvenuto”.
Nel piano industriale presentato dalla Norda, il crono programma prevedeva del resto l’ottenimento della concessione definitiva nel luglio 2017 assieme, testuali parole, alla “disponibilità dell’area di sedime dell’opificio,”, per poi poter avviare, per poi avviare la produzione nel maggio 2017.
“Cronoprogramma oramai completamente saltato, e suppongo che la Norda ritenga ora responsabile di tutto ciò Regione e Comune”, conclude Ricci.





