TERAMO – Tutti assolti perché il fatto non sussiste.
Questa la conclusione del processo che ha visto alla sbarra, con l’accusa di stalking al sindaco di Teramo Maurizio Brucchi, il leader di Azione antifascista Teramo, Davide Rosci, e altre 18 persone, tutti ultras del Teramo Calcio, accusati di interruzione di pubblico servizio per aver più volte interrotto i lavori del Consiglio comunale in occasione del dibattito sul progetto di abbattimento del vecchio stadio.
I fatti contestati a Rosci ed agli altri imputati, come riporta Rete8.it, risalgono al 2011, quando al giovane fu imposto, proprio con l’accusa di stalking, il divieto di avvicinarsi a meno di 50 metri dal primo cittadino.
La Procura di Teramo, pm Davide Rosati, riporta ancora Rete8.it, aveva proseguito le indagini fino a chiedere il rinvio a giudizio per i 19 ultras e per Rosci, tra l’altro, la Cassazione aveva confermato la condanna a sei anni per gli scontri di Roma.
Il sindaco, in aula, aveva pure riferito di aggressioni verbali.






