L’AQUILA – Battaglia in Consiglio comunale di Acciano (L’Aquila) per scoprire per quale motivo il sindaco, Fabio Camilli, sia stato indagato assieme al tecnico comunale, l’architetto Mario Moca, dalla procura della Repubblica di Sulmona (L’Aquila).

L’informazione viene riferita dal consigliere comunale di opposizione Cesare Di Giandomenico che, però, oltre a evidenziare la nomina di “avvocati di loro fiducia pagati dal contribuente”, ai microfoni di AbruzzoWeb spiega di non conoscere altri dettagli dell’inchiesta e di non essere riuscito a saperli dagli interessati.

Il primo cittadino, tra l’altro neo consigliere provinciale, replica a questo giornale spiegando che “non risulta abbia effettuato richieste, l’amministrazione avrebbe risposto. Può venire in Comune e chiedere accesso agli atti – assicura Camilli – nel merito non ho nulla da dire sulla vicenda che confermo, come si può vedere dagli atti pubblici dell’albo pretorio”.

La querelle nasce a pochi giorni dalla riperimetrazione del territorio comunale approvata in Consiglio, che ha escluso il centro abitato dal territorio del Parco Velino-Sirente, in applicazione di una riforma concordata con la Regione dai Comuni ricompresi nell’area protetta.

“Camilli e Moca sono indagati per attività connesse al loro incarico – spiega Di Giandomenico – La notizia è stata pubblicata nell’albo pretorio online del Comune di Acciano in quanto hanno dato mandato ad avvocati di loro fiducia pagati dal contribuente”, nota, facendo riferimento alle indicazioni del registro generale numero 11 e 12 del 5 marzo 2016 e al procedimento penale numero 1226/2015.

“Non è dato conoscere la motivazione che ha spinto il magistrato di Sulmona ad aprire il procedimento penale – prosegue – e a nulla è servito il mio intervento nel corso del Consiglio comunale quando ho chiesto al signor sindaco di riferire quali capi di accusa riguardano lui e il tecnico, stesso quesito è stato rivolto via posta elettronica certificata, ma puntualmente non ha risposto”.

Di Giandomenico è interessato anche perché è stato lui stesso, in passato, a chiedere alla magistratura di fare luce sull’attività del primo cittadino.

“Alcuni mesi or sono ho depositato presso l’autorità giudiziaria un esposto per i taglio di alberi nella piazza di Acciano – ricorda – Il progetto, denominato 6.000 Campanili, finalizzato alla realizzazione di opere pubbliche da parte del Comune di Acciano, era sprovvisto di parere paesaggistico rilasciato dalla Soprintendenza ai beni ambientali”.

“Forse anche per tale motivo, nel corso del Consiglio il sindaco ha posto al voto la riperimetrazione del Parco Velino-Sirente riscuotendo il voto di 9 consiglieri favorevoli e uno contrario, il sottoscritto”, dice ancora.

“Tutto il Consiglio con esultanza ha applaudito e il sindaco ha dichiarato di aver raggiunto finalmente, dopo tantissimi anni, un traguardo ambito – racconta il consigliere – Un’occasione che potrebbe porre al riparo da noie giudiziarie lui, il tecnico e altri soggetti che, non avendo chiesto il parere paesaggistico, potrebbero incorrere in procedimenti penali, stante il fatto che molti aggregati edilizi, ristrutturati per i danni ricevuti dal sisma 6 aprile 2009 e finanziati con danaro pubblico, sono sprovvisti di parere obbligatorio della Soprintendenza”.

Ma il sindaco non ci sta a questa visione della vicenda. “Abbiamo dato seguito a un accordo tra amministrazioni ricomprese nel Parco e la Regione siglato nello scorso febbraio, che prevede la riforma e la riperimetrazione, non so a che cosa si riferisca il consigliere parlando di sanatoria – ribatte Camilli – Ora le delibere, tutte uguali, assieme alle planimetrie allegate andranno al vaglio dell’assessore Donato Di Matteo e della commissione prima di passare in Consiglio regionale”.

“Noi non ci fermeremo attivando tutto quanto possibile per sensibilizzare l’opinione pubblica, le autorità, il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, e tutte le associazioni ambientaliste in quanto uscire dal parco vorrebbe significare far ristrutturare gli aggregati edilizi senza la supervisione dell’autorità preposta alla tutela del paesaggio incastonato nel parco Velino-Sirente”, denuncia in conclusione l’oppositore Di Giandomenico.

Che attacca ancora, affermando di aver “avuto un pessimo esempio dal sindaco in quanto lui è stato il primo a non rispettare la legge in materia paesaggistica, ordinando addirittura il taglio degli alberi e oggi, per l’ennesima volta ha dimostrato di non rispettare la natura e i tesori che custodisce. Forse per questo motivo è indagato – conclude – e sarebbe giusto ed eticamente corretto informare i cittadini”.