L’AQUILA – Un quantitativo di dati enorme da trasferire, accumulati dalla fine degli anni Novanta a oggi; una scadenza programmata, fine 2018; solo due persone, tra il personale tecnico interno, a disposizione per il completamento del progetto.
Il nuovo sito web del Consiglio regionale Abruzzo, svelato in anteprima ad AbruzzoWeb, sta prendendo forma.
Il lavoro ha un costo di 300 mila euro per la realizzazione della struttura informatica, quindi server, firewall, computer, eccetera.
E sarà accessibile e trasparente, in attesa di veder risolti i problemi per la sede di Pescara che dipende da quella dell’Aquila per tutto quello che riguarda la gestione informatica dei dati e del sito web, compresa la connessione internet che è condivisa con la struttura del capoluogo adriatico, problema che costringere Pescara a collegarsi “attraverso” L’Aquila.
A spiegare caratteristiche e struttura della nuova piattaforma digitale, che sostituirà gradualmente l’attuale portale www.consiglio.regione.abruzzo.it nella forma e nell’accessibilità dei contenuti mantenendo lo stesso indirizzo web è Vincenzo Mazzotta, dirigente del servizio informatico e tecnico della Regione Abruzzo.
“Una sfida – sottolinea Mazzotta a questo giornale – quella di portare a termine il progetto, che recepisce le direttive su trasparenza e accessibilità dei siti internet della Pubblica amministrazione emanate dalla Commissione europea e dall Agid, l’Agenzia per l’Italia digitale, viste le limitate risorse umane che possiamo impiegare per esportare, nel nuovo portale, i database relativi agli atti prodotti dal Consiglio nelle ultime 4 legislature, dal 2000 a oggi, i dati relativi al personale, bandi ed esiti di gara, notizie e aggiornamenti”.
Tutte queste informazioni, conservate nei server interni alla struttura del Consiglio regionale, nella sede del Palazzo dell’Emiciclo all’Aquila, fresco di restauro post-sisma, vanno trasferite sulla nuova piattaforma mentre, allo stesso tempo, la vecchia continua a funzionare e ad essere aggiornata per garantire la continuità dell’informazione e della consultabilità agli utenti.
“Il layout del sito è già pronto dalla fine dello scorso anno – spiega ancora – rispettando anche in questo caso i parametri indicati dall’Agid, nell’ottica di un adeguamento dei siti che diventeranno grosso modo tutti uguali, avendo in comune gli strumenti di base e poi ogni amministrazione potrà decidere come organizzare le varie sezioni. Si è ancora all’inizio del progetto, sono solo 5 i ministeri che hanno già completato questa trasformazione, e una manciata le amministrazioni nazionali, tra Regioni, Enti e Comuni che hanno già messo on line le nuove piattaforme”.
La prima realizzazione del sito consiglio.regione.abruzzo.it risale appunto alla fine degli anni Novanta, con un aspetto molto simile all’attuale.
Già all’epoca basato su sistemi software avanzati, ma sempre utilizzando ambiente open source, ovvero applicazioni di gestione database e creazione interfacce internet di libera codifica e programmazione, come Linux ad esempio, e MySql per i database.
“Già da allora, si può dire che il portale del consiglio regionale rispondesse alle direttive europee in fatto di trasparenza e accessibilità. IL nuovo sito non fa che migliorare questo adeguamento e diventa accessibile dai nuovi dispositivi mobili, come smartphone e tablet, da cui oggi la maggior parte degli utenti naviga ed effettua ricerche”, dice ancora il dirigente tecnico.
Quanto ai costi da sostenere per questa migrazione, “tolto l’investimento iniziale, effettuato gradualmente da questa amministrazione, a partire dal 2012 per il rinnovo delle macchine, server, sistemi di sicurezza come firewall e antivirus, sistemi di backup per la copia e la protezione dei dati, rete informatica condivisa con la sede di Pescara anche a livello di linea internet e di numerazione telefonica con tecnologia Voip e quantificabile in circa 300 mila euro, tutto il resto è a costo zero. Al sito appunto sta lavorando personale dipendente del Consiglio, il sito e gli archivi sono residenti sui nostri server, per cui non dobbiamo ricorrere alla gestione da parte di una società esterna”.
Grazie alle migliorie in fatto di strumenti tecnologici a disposizione, dunque, il lavoro dei tecnici programmatori sarà almeno in parte facilitato: gli archivi di dati possono essere esportati, con relativamente semplici modifiche per renderli “leggibili” anche dalla nuova piattaforma che andrà a pescare i dati dal sistema gestionale, detto Crm, interno e consentirà “un aggiornamento praticamente in tempo reale delle varie sezioni – come rimarca Mazzotta – Si tratta solo di una questione di tempo, necessario per caricare e adattare i contenuti dal vecchio al nuovo portale”.
È fondamentale comunque “mantenere operativo anche il vecchio portale, in contemporanea. La Corte dei conti, ad esempio, per il controllo sulle spese, sui rendiconti, accede tramite area riservata direttamente agli atti che si riferiscono alla gestione economica e direttamente viene effettuato il controllo delle attività e delle spese, caricate on line da ciascun gruppo consiliare. Per valutarne la congruità rispetto alla finalità indicata”.
Altro “collo di bottiglia” da eliminare è proprio la dipendenza della sede pescarese da quella dell’Aquila.
“In questo momento la sede di Pescara dipende da quella dell’Aquila per tutto quello che riguarda la gestione informatica dei dati e del sito web, compresa la connessione internet che è condivisa con la struttura del capoluogo adriatico. Se Pescara vuole collegarsi a internet lo fa attraverso L’Aquila. È quindi allo studio una soluzione per rendere la sede autonoma da questo punto di vista ed evitare disservizi in caso di guasti”.
Il nuovo sito è raggiungibile ora solo attraverso un indirizzo ip, poiché la fase di pubblicazione è ancora in corso.
“Stiamo trasferendo man mano il contenuto sia nel vecchio sito, che deve comunque funzionare fino alla completa migrazione sul nuovo portale, sia nel nuovo, per completarne la fruibilità. Le due persone in forza, si stanno occupando di aggiornare il nuovo sito e mantenere operativo e consultabile il vecchio. Ci siamo dati come scadenza per completare questo progetto, la fine del 2018”.
Mazzotta infine svela il progetto ancora nel cassetto, ossia “digitalizzare e rendere accessibile l’archivio storico degli atti del Consiglio dal 1972“.






