L’AQUILA – “Si resta senza parole di fronte all’ennesima esternazione del sindaco Cialente. Questa volta si è superato ogni limite di decenza”.
Questa la furiosa reazione dei familiari di alcune delle 309 vittime del sisma del 6 aprile 2009 alla dichiarazione rilasciata da AbruzzoWeb dal primo cittadino dell’Aquila, Massimo Cialente, sull’Accademia dell’Immagine, che qualora chiudesse a suo dire diventerebbe la vittima numero 310.
Dopo l’intervista a questo giornale è arrivata la nota polemica della portavoce del Comitato familiari vittime Casa dello studente, Antonietta Centofanti, che in quel crollo ha perso il giovane nipote Davide.
“Apprendiamo dalla stampa che il Sindaco ritiene l’Accademia della immagine la 310ª vittima del terremoto, ponendo sullo stesso piano una istituzione in gravi difficoltà economiche e pertanto a rischio di chiusura (e ce ne dispiace) e lo strazio dei corpi, la giovinezza rapita, le responsabilità portatrici di morte legate a gran parte dei crolli – scrive la Centofanti – Dimentica che la morte segna l’assenza per sempre e trasforma le vite di chi resta in altro; dimentica che tra le 309 vittime c’erano 54 ragazzi che avevano scelto di costruire in questa città il loro futuro e che nessuno li ha protetti. A partire dalle istituzioni”.
Secondo la portavoce, “anche quei 309 morti erano ‘bene comune’, ma li piangono in pochi. Che siano almeno rispettati, anche con il silenzio, se le istituzioni sono incapaci di condivisione e di gesti di civiltà”.
“Impari, il sindaco Cialente, che le parole sono pietre e come tali pesano. Soprattutto quando attengono alla carne e al sangue dei vivi e dei morti – conclude – Un amministratore questo dovrebbe saperlo. In caso contrario, dovrebbe dedicarsi ad altro. E al più presto”.






