L’AQUILA – “Il presidente della Regione Giovanni Chiodi ha dato delle risposte mendaci e insolenti, che vanno immediatamente smentite”, riguardo l’Accademia Internazionale dell’Immagine e rilasciate nel corso del telegiornale abruzzese della Rai Tv del 12 settembre scorso.
Inizia così una lettera inviata da alcuni cittadini aquilani conosciuti per i loro meriti artistici e scientifici, Fiorella Carloni, Lea Contestabile, Antonio Gasbarrini, Anna Maria Giancarli, Sabatino Servilio, Walter Tortoreto, che si ritrovano, tutti insieme, a criticare aspramente alcune considerazioni del presidente della Regione, ritenute da loro fallaci, in merito all’Accademia dell’Immagine dell’Aquila, chiusa nel capolugo abruzzese dopo il sisma del 6 aprile 2009, riassorbita in qualche modo poi dal Centro sperimentale di cinematografia.
Infinite le polemiche che vi girano ancora intorno, dagli ex dipendenti cassaintegrati da più di quattro anni che non sono stati chiamati a lavorare nel nuovo Istituto, allo stesso Marcello Foti, direttore generale del Csc, che proprio ad AbruzzoWeb aveva dichiarato che se anche il terremoto non ci fosse stato, la gestione sarebbe comunque sfociata in un fallimento.
È del 23 gennaio 2013, inoltre, una sentenza del Tar (n. 00225/2013) introdotta da un dipendente dell’Accademia, che aveva annullato parte della convenzione stipulata dal ministero dei Beni culturali, dalla Regione Abruzzo, dalla Provincia e dal Comune dell’Aquila per la costituzione di una sede distaccata Csc nel capoluogo abruzzese dopo quelle di Torino, Ivrea, Milano e Palermo, volta a far sospendere le attività dell’organo che ha rilevato di fatto le attività dell’Accademia dell’Immagine dopo il sisma del 6 aprile 2009.
Ma il Consiglio di Stato, il 3 settembre, ha invece emesso un’ordinanza cautelare (n. 201303228) che sospende gli effetti della sentenza del Tar.
LA NOTA INTEGRALE
Chiodi ha affermato che l’Accademia dell’Immagine è praticamente defunta dal 2009. Invece la scuola ha continuato l’attività grazie ai fondi raccolti dal mondo del cinema. L’attività didattica è proseguita con regolarità dal mese di giugno 2009 presso Cinecittà Luce,e sono stati consegnati anche i diplomi di fine anno 2009-2010. Gli allievi hanno partecipato a stages negli Stati Uniti (Pittsburg) e in Svizzera (Lugano).
Tra l’altro gli allievi hanno vinto il primo premio con una produzione giudicata come la migliore delle Scuole di Cinema (presidente della giuria Folco Quilici). La Scuola ha realizzato e presentato al Festival di Venezia del 2010 il documentario “Un anno dopo”, realizzato dagli studenti del terzo anno dell’Accademia con la supervisione di Gianfranco Rosi (vincitore del Leone d’oro 2013). Chiodi era presente e ha partecipato alla conferenza stampa!
Tra le attività dell’Accademia, inoltre, va ricordata anche la presentazione alla Casa del Cinema di Roma, con Mario Monicelli, del volume sulla Commedia e la presentazione del volume sulla Guerra all’università di Trieste, entrambi realizzati dall’Accademia in collaborazione con la Mondadori -Electa.
Sulla condizione economica dell’Accademia Chiodi dà i numeri.
Dal 2009 in poi la Regione non ha più erogato all’Accademia la quota sociale prevista dalla legge istitutiva n.100 del 1997, aggravando una crisi economica che l’Accademia stava risolvendo già prima del terremoto e impedendo così un funzionamento che la Regione avrebbe dovuto favorire con deliberazioni simili a quelle adottate a favore di numerose altre istituzioni culturali d’Abruzzo.
Tra l’altro il delegato del governatore Chiodi aveva vagliato qualche giorno prima del sisma 2009, assieme agli altri soci fondatori, tutta la documentazione necessaria per accendere il mutuo nel 2009, rilevando la totale correttezza dei documenti contabili. Con l’intervista del 12-9-2013, Chiodi smentisce una sua intervista, completamente positiva, data a YouTube nel settembre 2010.
L’insolenza del governatore Chiodi si è spinta ad affermare che i dipendenti dell’Accademia sono stati assunti con metodo clientelare e che gli aquilani lo sanno bene: affermazione non solo menzognera, ma anche insolente perché offende una intera città alla quale viene attribuita una credulità di basso profilo. Gli aquilani sanno che l’Accademia dell’Immagine ha portato il mondo del cinema all’Aquila e L’Aquila nel mondo del cinema.
Il numero dei dipendenti dell’Accademia era contenuto nel minimo indispensabile per lo svolgimento delle numerose e complesse attività dell’ente e comprendeva anche il personale necessario per la gestione di un gioiello cittadino, il Cinema Massimo.
Serviranno questi chiarimenti? Servirà ricordare a Chiodi e ai suoi clienti che il 4.02.2010 l’assemblea dei soci (tra i quali lo stesso Chiodi in persona) ribadiva ciò che all’Aquila si sa bene, e cioè che l’Accademia “rappresenta uno tra i più importanti e prestigiosi contesti formativi nazionali e internazionali del cinema e dell’audiovisivo, anche come soggetto capace di assumere un ruolo significativo nel sistema dell’editoria e della produzione dell’Immagine”?
È l’unica speranza che ci spinge a reagire all’intervista improvvida del dott. Chiodi, governatore dell’intero Abruzzo.





