L’AQUILA – Tornano a protestare i dipendenti dell’ex Accademia dell’Immagine, storica istituzione culturale aquilana ferma dal 6 aprile 2009 e sostituita nel 2011 con il Centro sperimentale di cinematografia.
I dipendenti, a oggi 10, sono in cassa integrazione da ormai quattro anni, e aspettano di poter tornare a lavorare. Di loro ne sono stati riassorbiti dal Csc solo 3.
In base a una convenzione, il nuovo istituto riceverà 550 mila euro all’anno: 300 mila dalla Regione, 200 mila dal Mibac e 50 mila euro da Comune e Provincia dell’Aquila.
“Fino a oggi ci sentiamo presi in giro sia dalla Regione che dalla Drovincia che dal Comune – affermano i dipendenti inferociti ad AbruzzoWeb – perché non hanno dato prova di responsabilità nei nostri confronti. In quattro anni non hanno approvato un piano industriale finalizzato al risanamento dell’Accademia né hanno imposto al Csc maggiori assunzioni, nonostante il cospicuo finanziamento concesso”.
“La nostra voce rimane ancora inascoltata e i soci fondatori dell’Ente rimangono insensibili alla nostra situazione. Questi segni d’indifferenza – continuano – nonostante i ripetuti appelli, oltre a essere inspiegabili, dopo 4 anni,ci lasciano sgomenti e dimostrano la non serietà delle istituzioni locali”.
A novembre 2011 l’amministratore unico dell’Accademia, Andrea Tatafiore, aveva proposto un project financing, “attraverso il quale investitori ci avrebbero permesso di ricostruire l’Accademia, e gli imprenditori avrebbero posseduto lo stabile per 18, 20 anni, lasciandone a noi l’uso di una parte. Ma se non si ristabilisce il consiglio di amministrazione, che al momento ancora non viene ricomposto – precisano i dipendenti – non si può fare niente”.
“Ci sentiamo abbandonati e senza futuro, nella precarietà più totale, perché nessuno si è mai veramente occupato della nostra condizione”, concludono amareggiati.





