L’AQUILA – “A riscontro dell’atto di diffida pervenuto in data odierna è mia premura innanzitutto sgomberare il campo da ogni equivoco; lungi dal voler alimentare uno scontro e determinare uno strappo con il Governo nazionale, come una parte dei mass media ha commentato l’iniziativa, l’Ordinanza da me adottata si muove nel solco di considerazioni di carattere giuridico e prevede, all’esito di un percorso virtuoso e di uno sforzo che l’intera regione ha compiuto gradualmente nelle settimane passate, il completamento di tutti i suoi effetti mercoledì 9 dicembre con la riapertura delle scuole, dopo esattamente 21 giorni di disciplina in zona rossa, e, quindi, alla consumazione dell’intero periodo previsto per la declassificazione”.

Inizia così la lettera che il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha inviato in serata ai ministri per gli Affari regionali e le Autonomie e della Sanità Francesco Boccia e Roberto Speranza, il giorno dopo la firma dell’ordinanza per il passaggio dell’Abruzzo da zona rossa ad arancione, decisione presa in completa autonomia dal presidente Marsilio, e arriva al termine di una giornata condita da roventi polemiche e che è culminata con la diffida del Governo. La corsa in avanti di Marsilio è subito diventata un caso politico e nella lettera-diffida congiunta dei ministri Boccia e Speranza al governatore dell’Abruzzo si legge: “La invitiamo e la diffidiamo a revocare ad horas l’ordinanza regionale ricordandole le gravi responsabilità che potrebbero derivare dalle misure da lei introdotte riguardo alla salute dei cittadini”.

Dopo la conferenza stampa convocata nel pomeriggio per illustrare le ragioni della sua scelta, Marsilio ha quindi risposto ai ministri: “È noto come il monitoraggio epidemiologico effettuato dalla cabina di regia relativo alla settimana 16-22 novembre abbia già registrato in Abruzzo un sensibile miglioramento della situazione rispetto al periodo immediatamente precedente. Successivamente, l’ultimo report pubblicato il 4 dicembre scorso dalla stessa cabina di regia ha certificato un ulteriore miglioramento dei parametri”.

“Sulla base di questa tendenza positiva, confermata dagli ultimi dati – continua Marsilio nella lettera -, questa Regione ha, quindi, richiesto l’applicazione dell’articolo 16-ter del Dl 33/2020 come modificato dall’articolo 24 del Decreto Ristori-quater, al fine di consentire un riallineamento con altre Regioni, nella valutazione complessiva dei parametri previsti dalla normativa”.

Nella lettera Marsilio sottolinea come la decisione sia stata determinata da un lato “dalla mancanza di qualsiasi riscontro alle richieste formulate da questa Regione volte ad investire della questione, con ogni possibile urgenza, la cabina di regia”; dall’altro “dall’emanazione dell’ordinanza ministeriale del 5 dicembre che, addirittura, prevede per l’Abruzzo l’applicazione delle misure restrittive della zona rossa sino al 20 dicembre”.

L’applicazione letterale delle norme determinerebbe quindi, ribadisce Marsilio, “un trattamento che si protrarrebbe per un periodo ben più lungo di 21 giorni”, circostanza che si tradurrebbe in un “disallineamento significativo rispetto alle altre Regioni, ma soprattutto sproporzionato per i cittadini e le imprese abruzzesi”.

In merito poi alla durata complessiva della permanenza in zona rossa Marsilio fa notare come “applicando pedissequamente le disposizioni” gli Uffici ministeriali “escludono di fatto ogni possibilità che le misure di contenimento del contagio in una zona rossa siano applicate solo per due settimane” e aggiunge: “mi sembra evidente che non abbia molto senso determinare la durata minima dell’efficacia delle suddette ordinanze in 15 giorni se poi tecnicamente il Ministero della Salute richiede per l’applicazione di questo meccanismo un lasso di tempo non inferiore ai 21 giorni”.

Marsilio torna poi a sottolineare che l’Abruzzo “con senso di responsabilità è stata l’unica regione italiana, unitamente alla Provincia autonoma di Bolzano, a disporre autonomamente sul proprio territorio l’applicazione di misure più restrittive”. E “con altrettanto senso di responsabilità – aggiunge – vi manifesto la mia disponibilità a riesaminare sin da subito la mia determinazione purché vi sia la disponibilità a riconsiderare i termini contenuti nell’ordinanza ministeriale del 5 dicembre, al fine di assicurare gli effetti delle predette misure dall’8 dicembre”.

Il testo integrale della lettera:

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