PESCARA – “Opificio 20.16 propone oggi alla Giunta regionale un patto generazionale per la riorganizzazione del sistema sociale abruzzese che parta da tre punti: capovolgere il punto di partenza della spesa sociale rimettendo al centro la famiglia, quindi più asili e più sostegni economici, per garantire la crescita demografica; sui servizi sanitari, non sono più sostenibili altri tagli, siamo al punto di rottura, il neo-manager Armando Mancini da oggi, chiusi gli ospedali di Popoli e Penne, si troverà a gestire un maxi-ospedale metropolitano, ma con le strutture di un ospedale cittadino; sul sociale, 10 milioni di euro al carrozzone di Abruzzo Engineering non glieli diamo, e quei soldi li diamo all’assessore Sclocco che ci aiuta le famiglie abruzzesi, sulla cultura, chi vuole andare a un concerto paga il biglietto, non possiamo campare a vita l’Istituzione Sinfonica Abruzzese, perché siamo in un’economia di guerra e in questi casi si guarda solo al sociale, dobbiamo tenere in piedi la famiglia perché se pensiamo che il sistema paese spenderà solo nel 2016 ben 29 milioni di euro per sostenere circa 3 mila presunti profughi, mentre la Regione Abruzzo ha appena 16 milioni di euro per aiutare 150mila cittadini poveri, è normale che i cittadini si ribellino e sorga un naturale sentimento di intolleranza”.

Lo ha detto il capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo, Lorenzo Sospiri, nel corso della sessione pomeridiana dei lavori di ‘Opificio 20.16’ che, nell’ultimo tavolo tecnico, ha visto il confronto tra lo stesso Sospiri, l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci, l’assessore alle Politiche sociali Marinella Sclocco, il vicecapogruppo di Forza Italia al Comune di Pescara Vincenzo D’Incecco, il consigliere regionale Fi Emilio Iampieri, e Stefano Bucceroni, presidente del Forum delle Associazioni Familiari Abruzzo.

“All’assessore Paolucci – ha detto Sospiri – abbiamo presentato una Regione che ha fatto enormi sacrifici per risanare il default sanitario fatto non dal Governo Chiodi, ma dai precedenti governi di destra e di sinistra. All’assessore Paolucci abbiamo consegnato una parziale riforma che ci è costata sacrifici e consensi persi, ma abbiamo migliorato i Livelli essenziali di assistenza, gli abbiamo lasciato ottimi professionisti medici, ottimi infermieri e operatori socio-sanitari, reparti d’eccellenza come la Stroke Unit di Pescara ed è una cosa di cui andare fieri. Abbiamo ridotto il numero delle Asl, rinunciato a enti strumentali come l’Aptr, non abbiamo mai nominato i consiglieri d’amministrazione delle Ater, e oggi siamo in equilibrio finanziario. Eppure oggi siamo sull’orlo di un confronto sociale evidente: perdere l’occupazione è sempre grave, se accade a 50 anni è drammatico, ma la verità è che oggi anche chi ha un’occupazione non riesce più a garantire come nucleo familiare la tenuta di un benessere sostenibile”.

“Abbiamo impoverito il finanziamento delle politiche sociali a favore dei sindaci che oggi non riescono più a garantire una conquista di civiltà, ossia lo stato sociale. Quindi noi continuiamo a non spendere bene e a spendere troppo senza ottenere risultati. In più viviamo una situazione che poi degenera in una naturale intolleranza per quella spesa abnorme a favore dei presunti profughi, con tagli sulle famiglie abruzzesi. E allora è chiaro che occorre rivedere tutta la pianificazione della spesa sociale”, ha aggiunto Sospiri

“In un anno di assessorato – ha detto l’assessore Paolucci – gli over 65 sono passati da 269 mila a 301 mila, con una prospettiva di 600 mila tra vent’anni. In un anno a fronte di 10 mila nuovi nati registriamo 25 mila nuovi over-65 ed è su questo dato che dobbiamo riprogrammare la spesa sanitaria”.

Sul problema della chiusura degli ospedali è tornato il consigliere Iampieri, “l’orientamento della maggioranza regionale è di penalizzare le aree interne, oggi chiudere o declassare l’ospedale di Castel di Sangro o chiudere il punto nascita di Sulmona significa desertificare quelle aree, ed è una scelta politica che noi non abbiamo fatto”.

Mentre il consigliere D’Incecco e il manager Mancini hanno dato la fotografia della spesa sociale e sanitaria su Pescara, l’assessore Sclocco ha affermato che “noi abbiamo ereditato 23 miliardi di euro di tagli dello Stato dei Governi precedenti e su questo dato cerchiamo di riorganizzare  il sistema affinchè i pochi soldi che oggi sono disponibili vadano veramente dove c’è bisogno”.